- Un imponente piano d’infrastrutture <e manutenzioni> per l’Italia, e per il Sud in particolare, che vada anche oltre i livelli di spesa consentiti dal Trattato di Maastricht
- un deciso taglio alle imposte per rivitalizzare le imprese e dare ossigeno alle famiglie
- un “workfare” significativo, che consenta di creare lavoro “buono”, di qualità e durevole nel tempo, da considerarsi come primo capitale di una forza-lavoro
- incentivare in maniera adeguata le imprese che spendono in investimenti….
......Questi sono alcuni dei punti-chiave esposti questa sera a “Ballarò” (la trasmissione Rai condotta da Giovanni Floris) dall’ex presidente nazionale di Confindustria Antonio D’Amato, alcuni dei
quali (vedi investimenti agevolati e taglio all’imposizione fiscale) sottolineati da scroscianti applausi.
E nell’esporre quello che sotto il versante prioritizzazione è forse il punto n. 1, cioè l’idea di realizzare un’infrastrutturazione imponente specie nel Mezzogiorno, D’Amato ha detto con chiarezza che questo “paletto” ha un marcato sapore keynesiano: l’effetto-moltiplicatore nell’economia reale arriverebbe dunque dall’ampio ricorso alle opere pubbliche, un concetto molto antico (…vi fece ricorso anche Benito Mussolini, per dire…) ma in realtà sempre valido e non disprezzabile. Adesso ci saranno orecchi per intendere?
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anti ad un bilancio entusiasmante della Giunta Loiero, anzi lo trovo tutt'altro che entusiasmante>






