Politica bruzia
Latitante dal 2010, Rocco Aquino è capo clan del "locale" di Gioiosa. E' accusato di associazione mafiosa e estorsione
Latitante dal luglio 2010, Rocco Aquino è stato sorpreso ieri nel sottotetto della sua abitazione di Marina di Gioiosa Ionica: ritenuto capo storico dell'omonima famiglia di 'ndrangheta, col nome di "Colonnello", Aquino era sfuggito alla cattura meno di due anni fa nell'ambito dell'operazione "Crimine", condotta dalle Dda di Reggio Calabria e Milano e che ha portato all'arresto di circa trecento persone. Inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi del Paese, per lui il procuratore di Reggio Calabria ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione.
Come spesso accade in questi casi, il nascondiglio era in un posto piuttosto prevedibile e ben camuffato, un sottotetto raggiungibile attraverso una botola attivabile solo mediante sofisticati congegni elettromeccanici. Nell'ottobre del 2010, comunque, alcune indagini del Ros avevano già consentito di localizzare tre dei bunker utilizzati dal boss per sottrarsi alla giustizia.
Un arresto eccellente a termine di un'inchiesta di levatura nazionale: un uomo di vertice del "locale" di Gioiosa, accusato di associazione mafiosa e estorsione, solo l'ultimo di una serie di fermi che hanno condotto in manette, dal 2004, numerosi capiclan del calibro di Giuseppe Morabito, Pasquale Condello, Gregorio e Giuseppe Bellocco, Giuseppe e Salvatore Coluccio, Antonio Pelle e Girolamo Molè.
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alle 21:28
Domenico Aquino
VORREI SOTTO LA MIA RESPONSABILITÀ' CHE PUBBLICASTE QUESTO ARTICOLO.... GRAZIE
Io SOTTOSCRITTO AQUINO DOMENICO (CUGINO DI AQUINO ROCCO) NATO A MARINA DI GIOIOSA IONICA IL 04/12/1973 CF QNA DNC 73T04E 956D, porgo alla cortese attenzione del Direttore , le dovute precisazioni relative all’articolo del V/s giornale del12/02/2012 in merito alle affermazioni, del Dott. Gratteri durante il corso della conferenza stampa relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco
Innanzitutto, si contesta ciò che afferma il Dott. Gratteri in merito ad un episodio di denuncia subito dallo stesso unitamente alla dott.ssa Miranda; di fatti non riesco a capire come il dottor Gratteri, possa inventarsi una cosa talmente falsa. Se la verità è quella da lui affermata lo invito ad indicare numero di procedimento, il nominativo di chi ha sporto denuncia e presso quale autorità pende tale procedimento.
In secondo luogo, preciso che è stato denunciato da me e non da Aquino Rocco o dai suoi congiunti un carabiniere dei cacciatori , tale Alessandro Romano , non per le insistenze delle perquisizioni , ma bensì per reati di cui gli artt. 610 C. P , 590 c.p. e 615 c.p. con PROVE DI FATTO E NON INDIZI commessi dal Romano Alessandro durante lo svolgimento delle operazioni di perquisizione( PRECISO CHE NESSUNO MAI SI E' OPPOSTO ALLE PERQUISIZIONI) ed infatti c’è un procedimento penale in corso presso il Tribunale di Locri con denuncia querela presentata in data 29/06/2011 in riferimento ad una perquisizione effettuata il giorno prima a casa di mia madre che nulla ha a che vedere con quelle effettuate ad Aquino Rocco.
ancora non riesco a capire perché il dott. Gratteri cerca di alludere ad altro e che più specificatamente al fatto che qualcuno dovesse o volesse intimorire i Carabinieri, poiché nessuno ha mai pensato di intimorire i carabinieri ma ha soltanto preteso che si rispettasse la legge ed i diritti dei cittadini per come previsto dal codice e dalla costituzione. Il popolo italiano ha pagato a caro prezzo il raggiungimento della democrazia e la redazione della nostra Costituzione, proprio per la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo. La nostra Costituzione è una delle più moderne del mondo e più garantiste e quotidianamente viene violata a tal punto che sembra che il nostro territorio sia una zona di frontiera, dove le regole sono dettate dalla ragione del più forte. Il nostro ordinamento è definito come democratico sulla carta ma a volte la carta resta lettera morta a tal punto da ritenere che si viva in uno stato di polizia o di dittatura.
il dott. Gratteri dice che le persone che lavorano con lui rispettano le leggi e che lui viaggia con il codice in mano; il codice non basta tenerlo in mano ma bisogna aprirlo leggerlo e rispettarlo; dalla lettura del codice non emerge in alcun modo che un magistrato possa autorizzare la polizia giudiziaria ad andare a casa altrui e offendere le persone ecc. ecc. . Non mi sento intimorito dall’espressione usata dal Dott. Gratteri laddove sostiene che non c’è solo un carabiniere ma i carabinieri, o addirittura che se ne va uno ci sono a migliaia, e lo stesso dicasi per i magistrati. Preciso che io non ho alcun timore ne di 100 carabinieri e ne di 1000 ed altrettanti Magistrati , perché sono un libero cittadino che pago le tasse e non faccio niente di cui posso aver timore; se qualcuno pensa di calpestare i miei diritti e di comprare il mio silenzio sotto la minaccia delle manette si è fatto un’idea sbagliata; si può perpetrare un abuso ma alla lunga la verità viene fuori e come sono previste le manette per i cittadini ritengo che siano previste anche per quella parte delle forze dell’ordine e magistrati che violano le leggi. Quello che stupisce è come il Dott. Gratteri, affronti in una conferenza stampa relativa alla cattura del latitante Aquino Rocco, l’argomento della denuncia del Carabiniere e della denuncia da lui subita unitamente alla Dott.ssa Miranda senza essere neanche a conoscenza dei fatti; lui, rappresentante dello Stato, affronta tale argomento ignorando la realtà dei fatti con una tranquillità disarmante, come chi sa perfettamente che si può dire qualsiasi cosa per la posizione che si occupa senza la preoccupazione che qualcuno lo possa contraddire, o gli possa obiettare che si sta confondendo, che ignora le cose, che sta affermando il falso; il Dott. Gratteri di questo non si preoccupa, non si preoccupa di rilasciare interviste; non si preoccupa di avere piena cognizione di ciò che afferma. Questo perché? Provo ad abbozzare una risposta, dico provo perché non ho certezza di quel che dico adesso e quindi metto il beneficio del dubbio a differenza di qualcun altro. Io non affermo con certezza ciò di cui non ho contezza. Dicevo, la risposta potrebbe essere sconcertante e scontata ormai. In questo Stato, il magistrato si sente intoccabile, sa perfettamente che la sua forza è talmente ampia al punto che può dire quello che gli passa per la testa passando non solo impunito ma addirittura ben sapendo che nessuno lo contraddirà. Ebbene non sempre è così, ogni tanto c’è chi ha il coraggio di rompere il muro del silenzio, c’è qualche cittadino che osa dire come stanno le cose e questo brucia, questo non va bene. Perché? Perché non si può contraddire il simbolo dell’antimafia reggina. Non importa che si contraddica una affermazione falsa, l’importante è che non si tocchi il simbolo dell’antimafia, perché con tale simbolo si è liberi di spadroneggiare e di decidere il destino della vita di migliaia di cittadini. Non è così. Il simbolo dell’antimafia deve essere il simbolo del giusto, della verità. In nome del giusto è della verità, in nome della “Giustizia” e dello stato democratico scrivo per dire come stanno le cose. Non solo lo scrivo ma ho le prove di quello che dico. Io non scrivo né libri, non faccio convegni, né tantomeno sono un magistrato con tutto questo potere. Sono solo un semplice cittadino che vuole dire la verità e che non ha paura di dirla perché è giusto che si risponda delle proprie azioni.
Ebbene il Dott. Gratteri, nella conferenza stampa di cui sopra, afferma testualmente che “gli Aquino sono stati consigliati male a denunciare un Carabiniere e lui stesso e la Dott.ssa Miranda…”. A tal proposito preciso che non sono stati gli Aquino a denunciare il Dott. Gratteri e la Dott.ssa Miranda ma sicuramente qualche altro cittadino; ma ad ogni modo se è così ben a conoscenza dei fatti il Dott. Gratteri perché non cita espressamente nome e cognome di chi lo ha denunciato? Numero di procedimento, motivazioni per le quali è stato denunciato? Facciamo questa domanda al Dott. Gratteri e siamo ansiosi di ricevere la risposta, la quale sicuramente non arriverà mai perché il Dott. Gratteri sarà troppo impegnato per rispondere ai cittadini. Altra precisazione, informo lei nella qualità di giornalista, a cui mi rivolgo per la funzione elevatissima che la investe, e il Dott. Gratteri poiché ha trattato l’argomento nella conferenza stampa relativa all’arresto di Rocco Aquino, che quest’ultimo non ha sporto denuncia contro il Carabiniere Romano Alessandro. Posso affermare questo perché il tanto informato Gratteri non sa che il Carabiniere Romano Alessandro è stato denunciato dal sottoscritto in data 29/06/2011 presso la procura della Repubblica di Locri per la violazione degli artt.. artt. 610 C. P , 590 c.p. e 615 c.p. con PROVE DI FATTO E NON INDIZI commessi dal Romano Alessandro durante le operazioni di perquisizione( PRECISO CHE NESSUNO MAI SI E' OPPOSTO ALLE PERQUISIZIONI); di fatti nessuno ha mai protestato per il numero di perquisizioni ma per la metodologia dell’esecuzione delle perquisizioni. Un rappresentante dello Stato che agisce con il “codice in mano” deve avere il pieno rispetto della dignità di una persona senza prevaricare sol perché pensa che il portare una divisa lo renda immune e impunito per qualsiasi abuso che egli possa perpetrare. Ebbene all’ennesimo abuso sono stato costretto a sporre denuncia, perché non si può stare zitti, bisogna dire la verità, bisogna che chi non rispetti le leggi venga perseguito sia esso cittadino, appartenente alle forze dell’ordine o alla magistratura. Anzi credo che chi porti un uniforme debba essere un modello per tutti noi come esempio di comportamento esemplare non il primo che calpesti la libertà e la dignità delle persone. Caro direttore io non ci sto io non sto zitto, denuncerò ogni singolo abuso fino a che avrò sangue che mi scorra nelle vene e non ho paura di eventuali ritorsioni, perché sono convinto che, anche se a caro prezzo, la verità verrà fuori. Non sono né il primo e, purtroppo, credo che non sarò l’ultimo cittadino che sporgerà denuncia per un abuso subito. Sono ben conscio che si tratta di una lotta impari, ma non mi spavento perché la verità deve venire fuori. L’Italia è costellata di episodi come quelli che hanno visto e vedono coinvolto il sottoscritto, purtroppo tutti questi soggetti passano come dei fantasmi e nessuno gli dà voce; nessuno ha il coraggio di fare una vera e propria battaglia di civiltà, una battaglia che metta sotto gli occhi di tutti il continuo calpestio dei diritti dei liberi cittadini; gli innumerevoli abusi che si consumano ogni giorno da parte di mele marcie appartenenti alle forze dell’ordine perché la gente ha paura, la verità è che si ha paura delle ritorsioni; inoltre c’è da aggiungere che le ingiustizie che subisce un povero cittadino non fanno notizia, non siamo trattati come persone ma come numeri; fa più notizia sbattere il mostro in prima pagina; tutto si può capire ma non si può accettare che gli organi di stampa nascondano queste realtà. È ora di avere il coraggio di mettere da parte gli ammiccamenti e di fare una seria inchiesta che mostri in che razza di Stato viviamo. Chi avrà il coraggio di fare questo? Aspettiamo speranzosi se non per noi per i nostri figli.
Concludo questa lettera precisando che il sottoscritto non ha mai denunciato l’arma dei Carabinieri o tutti i Carabinieri che hanno di volta in volta effettuato le perquisizioni, ma in maniera specifica il singolo carabiniere che ha violato la legge; aggiungo inoltre che la mia denuncia non è stata generica ma è stata corredata di prove, ribadisco prove, che dimostrano la violazione del codice penale. Io parlo di fatti tangibili non di teorie. Ho sempre collaborato durante le operazioni di perquisizione non obiettando alcunché fino a quando non si è arrivati ad una violazione perseguibile penalmente.
Concludo con la certezza che la magistratura risponderà a questa lettera non prendendo posizione sui legittimi quesiti posti, che saranno certamente abilmente glissati, ma con l’ emanazione o un’ordinanza di custodia cautelare o di qualche altro provvedimento che miri a screditare l’immagine di chi ha osato tutelare i diritti inviolabili di cui ogni singolo cittadino è portatore.
Del resto Il Dott. Gratteri ha già in passato dimostrato insensibilità rispetto alle istanze formulate da mia madre ,proprio in merito alla condotta delle operazione di perquisizione dei qualche agente, ebbene lo Stato si è dichiarato assente, assente ingiustificato, poiché mai si è degnato di rispondere in merito. Chi tace lo fa o per nascondere o perché non sa che dire. Egregio Dott. Gratteri ci faccia ascoltare la sua voce, e possibilmente prima di farlo eviti di fare la stessa figura che ha fatto, agli occhi di chi sa la verità ovviamente, durante il corso della conferenza stampa relativa alla cattura di Aquino Rocco.
Completamente all’oscuro dello svolgimento dei fatti, tanto da confondersi nella conferenza stampa relativa alla cattura di Aquino Rocco ed affermare che se la prende così per una denuncia ad un carabiniere? Si presenterà davanti al Giudice e poi si vedrà chi avrà torto o ragione.