Politica bruzia
Nella seduta del Cipe di venerdì sarebbero stati sbloccati interventi infrastrutturali per 6,2 miliardi per interventi medio-piccoli. E tagliati i finanziamenti al leggendario Ponte.
L'abbiamo scritto molte volte: "Ora il Ponte muore", "Addio ponte sullo Stretto", stando alle decisioni di Bruxelles e ad alcuni pronunciamenti. La minore indeterminatezza di questo governo rispetto al precedente, tuttavia, ci fa scrivere con maggiore sicurezza che sì, effetivamente per il Ponte - alla fine - sembra non esserci troppo futuro.
Nella seduta del Cipe di venerdì, infatti, sarebbero stati sbloccati interventi infrastrutturali per 6,2 miliardi coi quali - riferisce il Sole24Ore - verranno favoriti interventi medio-piccoli sparsi per il territorio, in vece dei finanziamenti alle maxi-opere dai tempi lunghi.
E dunque, piani di opere immediatamente cantierabili: ammodernamento delle scuole (556 milioni), difesa del suolo (750 milioni), manutenzione della rete ferroviaria (840 milioni, nel contratto con le Ferrovie).
E revoca - quindi- dei 1.624 milioni di euro di fondi Fas assegnati nel 2009 alPonte sullo Stretto, e mai né impegnati né spesi. Per la rabbia di Matteoli - ma è ancora ministro?! - e del governatore Lombardo. Ancora nulla dal fronte Scopelliti, o da quello Impregilo - che, ricordiamo, pretende risarcimenti per la mancata costruzione.
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