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Movimento dei Forconi: flop a Crotone e ombre sulla matrice neofascista

Vincenzo Marino avatar Venerdì 20 Gennaio 2012, 12:52 in IN CALABRIA di Vincenzo Marino

Il movimento di protesta nato in Sicilia - con origini ancora non del tutto chiare - arriva in Calabria e si infrange a Crotone, nell'indifferenza cittadina. I dubbi sulla matrice neofascista delle manifestazioni.

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Si chiamano Movimento dei Forconi, ma a farne parte non sono solo agricoltori - almeno a quanto dicono: artigiani, allevatori, pastori, autostrasportatori, hanno preso le strade siciliane dal 16 gennaio scorso per bloccare gli snodi nevralgici dell'isola.

Cinque giorni di protesta per chiedere "la defiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica, potremmo parlare di blocco delle procedure esecutive della Serit-Equitalia, potremmo parlare di Piano di Sviluppo Rurale siciliano, potremmo parlare dell'intervento della Giustizia affinché si penalizzi e si lotti contro il taroccaggio dei prodotti", spiega Mariano Ferro, leader del movimento, ex Mpa - il partito del governatore Lombardo.

Un dubbio, quello sulla "mano" politica - o peggio mafiosa - dietro ai forconi, che in realtà è venuto a molti. Sulla matrice partitica - sebbene senza rivendicazioni chiare - arriviamo in Calabria, perchè il cosiddetto fermo ha raggiunto la città di Cosenza nei giorni scorsi, creato un po' di trambusto all'imbarco di Villa San Giovanni e a Crotone, questa mattina, presso la rotatoria vicina all'ingresso della SS 106 in località Passo Vecchio. Si parla di flop, per ora. E "ovviamente" di un'organizzazione "apartitica: per il Sud che si è rotto il c****", ci dicono.

Tuttavia. Tuttavia i richiami neofascisti non mancano: c'è tanto di nota di MS-Fiamma Tricolore nella quale si annunciava il blocco crotonese, ci sono i messaggi e le foto trovate sui gruppi Facebook, i coordinatori delle azioni. Roba che lascia poco all'inventiva. 

Sul social network sono tanti a chiedere che il movente ideologico resti in disparte - su esplicita preghiera dei referenti siciliani, ai quali riferire peraltro, prima possibile, i "dati sull'affluenza". "Ordini dalla Sicilia", li chiamano. Niente simboli, ci si dice: malgrado si sia, in tanti, "fascisti".

Lo stesso referente calabrese dei forconi, Umberto Mellino, si fa ritrarre in foto accanto a bandiere di Forza Nuova: interpellato, però, finge di non sapere cosa siano "estrema destra" e fascisterie simili. E si lascia aiutare da chi ci spiega - come leggesse un comunicato - che si tratta di dimostrazioni di "uomini liberi da ideologie".

La protesta - in tutta Italia - dovrebbe andare avanti fino al 27. Al momento in Calabria pare sia andata maluccio - a Crotone pare che il blocco non sia neppure cominciato. Continueremo a seguire (su twitter aggiorniamo in tempo reale).

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4 commenti
4
21 Gen 2012
alle 05:10

F.M.

I tuoi commenti gratuiti sono prova di nullità di argomenti. Io almeno ho la dignità di non essere anonimo e pubblicare link e informazioni antindrangheta nei maggiori siti d'informazione. (seguace del vero Destro e patriota Borsellino)

3
21 Gen 2012
alle 05:01

Filottete Manfredi

Me ne sono andato anche per non vedere la tua faccia che non sa fare autocritica. (un libertario futurista)

2
21 Gen 2012
alle 01:17

Giuseppe

stai zitto cretino che non sai nemmeno di cosa parli! Rimani all'estero che sei una vergogna per tutta la regione!

1
20 Gen 2012
alle 18:24

Filottete Manfredi

I calabresi nella storia spesso si sono accodati a rivoluzioni inutili come quella del 1970 in cui si protestava per lo spostamento del capoluogo di Regione da Reggio a CZ. Grande moto di ribellione! Esticazzi, direbbero i comici Lillo e Greg. (un calabrese all'estero)

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