Politica bruzia
Il movimento di protesta nato in Sicilia - con origini ancora non del tutto chiare - arriva in Calabria e si infrange a Crotone, nell'indifferenza cittadina. I dubbi sulla matrice neofascista delle manifestazioni.
Si chiamano Movimento dei Forconi, ma a farne parte non sono solo agricoltori - almeno a quanto dicono: artigiani, allevatori, pastori, autostrasportatori, hanno preso le strade siciliane dal 16 gennaio scorso per bloccare gli snodi nevralgici dell'isola.
Cinque giorni di protesta per chiedere "la defiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica, potremmo parlare di blocco delle procedure esecutive della Serit-Equitalia, potremmo parlare di Piano di Sviluppo Rurale siciliano, potremmo parlare dell'intervento della Giustizia affinché si penalizzi e si lotti contro il taroccaggio dei prodotti", spiega Mariano Ferro, leader del movimento, ex Mpa - il partito del governatore Lombardo.
Un dubbio, quello sulla "mano" politica - o peggio mafiosa - dietro ai forconi, che in realtà è venuto a molti. Sulla matrice partitica - sebbene senza rivendicazioni chiare - arriviamo in Calabria, perchè il cosiddetto fermo ha raggiunto la città di Cosenza nei giorni scorsi, creato un po' di trambusto all'imbarco di Villa San Giovanni e a Crotone, questa mattina, presso la rotatoria vicina all'ingresso della SS 106 in località Passo Vecchio. Si parla di flop, per ora. E "ovviamente" di un'organizzazione "apartitica: per il Sud che si è rotto il c****", ci dicono.
Tuttavia. Tuttavia i richiami neofascisti non mancano: c'è tanto di nota di MS-Fiamma Tricolore nella quale si annunciava il blocco crotonese, ci sono i messaggi e le foto trovate sui gruppi Facebook, i coordinatori delle azioni. Roba che lascia poco all'inventiva.
Sul social network sono tanti a chiedere che il movente ideologico resti in disparte - su esplicita preghiera dei referenti siciliani, ai quali riferire peraltro, prima possibile, i "dati sull'affluenza". "Ordini dalla Sicilia", li chiamano. Niente simboli, ci si dice: malgrado si sia, in tanti, "fascisti".
Lo stesso referente calabrese dei forconi, Umberto Mellino, si fa ritrarre in foto accanto a bandiere di Forza Nuova: interpellato, però, finge di non sapere cosa siano "estrema destra" e fascisterie simili. E si lascia aiutare da chi ci spiega - come leggesse un comunicato - che si tratta di dimostrazioni di "uomini liberi da ideologie".
La protesta - in tutta Italia - dovrebbe andare avanti fino al 27. Al momento in Calabria pare sia andata maluccio - a Crotone pare che il blocco non sia neppure cominciato. Continueremo a seguire (su twitter aggiorniamo in tempo reale).
Me ne sono andato anche per non vedere la tua faccia che non sa fare autocritica. (un libertario futurista)
stai zitto cretino che non sai nemmeno di cosa parli! Rimani all'estero che sei una vergogna per tutta la regione!
I calabresi nella storia spesso si sono accodati a rivoluzioni inutili come quella del 1970 in cui si protestava per lo spostamento del capoluogo di Regione da Reggio a CZ. Grande moto di ribellione! Esticazzi, direbbero i comici Lillo e Greg. (un calabrese all'estero)
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alle 05:10
F.M.
I tuoi commenti gratuiti sono prova di nullità di argomenti. Io almeno ho la dignità di non essere anonimo e pubblicare link e informazioni antindrangheta nei maggiori siti d'informazione. (seguace del vero Destro e patriota Borsellino)