Politica bruzia
Chi sta organizzando i fermi in Calabria? Alla scoperta dei "forconi calabresi", fra giovani pronti alla piazza e navigati esponenti di Forza Nuova - che firmano autorizzazioni per i presidi come "referenti regionali".
Non sono le motivazioni ostentate dai "forconi" siciliani a muovere la protesta degli omologhi calabresi, nell'idea di molti - simpatizzanti o meno - prosecuzione ideale della rivolta di questi giorni: i gruppi su Facebook, i forum, sono abitati per lo più da ragazzi pronti alla mobilitazione online, spesso vicini alle idee di Beppe Grillo o aderenti al Movimento, animati da ostilità contro "il governo", contro "i banchieri", contro "Roma che ci ha fatti colonia", contro "il regime comunista".
O, dall'altra parte, da navigati militanti di estrema destra, che coordinano la mobilitazione attenti a non tradire le proprie, ideologiche, ragioni di protesta. Perché, di fondo, è piuttosto difficile poter inquadrare questa mobilitazione - quella che veicola in rete - come iniziativa a chiara connotazione neofascista. I riferimenti sono ovunque, per lo più ideali. E tanti sono quelli disposti a dire che sì, "anche fosse poco importa: siamo nella m**** e destra e sinistra per noi non fa alcuna differenza".
E' comunque difficile dimostrare quanto lo scheletro organizzativo faccia effettivamente riferimento a Forza Nuova: a livello nazionale, i forconi avrebbero ufficialmente preso le distanze dalle formazioni neofasciste, reputate semplici gruppi aderenti e comunque, in caso, benvenuti. A livello locale, quanto meno per quanto riguarda la Calabria, è possibile indicare come referente regionale il già citato Umberto Mellino, persona vicina agli ambienti forzanuovisti crotonesi e firmatario dell'autorizzazione che da lunedì porterà, nuovamente, il "movimento dei Forconi calabresi" sulla strada, all'imbocco della SS 106 in località Passovecchio.
Certo la simpatia di alcuni politici, anche insospettabili, non manca. E che personaggi come l'Udc regionale Dattolo passi a dare il proprio saluto ai manifestanti, osannato dagli "Onorevole!!" dei presenti, è circostanza quanto meno curiosa. La mobilitazione - tuttavia - in Sicilia va spegnendosi, ma continua - in Calabria, e per proseguire a Roma - a voler essere organizzata: portato a casa il flop di venerdì scorso, i forconi nostrani stanno organizzando diversi fermi presso i centri nevralgici del trasporto stradale, riscuotendo però indifferenza e slogan.
Contro il capitale, contro il Popolo Viola - considerato "partito", contro le liberalizzazioni, contro il Nord conquistatore, contro la massoneria: è questo il coacervo di moventi che abita il malcontento dei forconi calabresi online, parte di cittadinanza a volte solo stanca, o priva di criteri di giudizio basilari, che ha deciso - per certa parte - di farsi rappresentare da questa nuova protesta. Senza farsi troppe domande. E senza citare, per la prima volta dopo anni, la parola Berlusconi - come a voler mostrare di cosa saranno fatte le piazze senza il vecchio - e a ragion veduta - capro espiatorio.
Una cosa, comunque, resta certa. La protesta non "dilaga in Calabria", la Calabria non è "paralizzata". Per niente.
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