Politica bruzia
Alla fine il calabrese nella squadra di Monti ci è entrato: non si tratta di Cesare Mirabelli, indicato come "papabile" alla Giustizia, ma di Antonio Catricalà, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo cdm del nuovo esecutivo.
Alla fine il calabrese nella squadra di Monti - che nella giornata di ieri ha sciolto le riserve subentrando a Silvio Berlusconi come presidente del Consiglio - ci è entrato: non si tratta di Cesare Mirabelli, indicato come "papabile" alla Giustizia dai totoministri che si sono rincorsi prima della divulgazione della "lista" di ieri mattina, ma di Antonio Catricalà, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo cdm del nuovo esecutivo.
Catanzarese, classe '52, Catricalà ha coperto - fino a ieri - la carica di presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), in carica dal 9 marzo 2005. Già segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il suo incarico all'Antitrust sarebbe terminato a marzo 2012, anno nel quale gli sarebbe piaciuto - per sua ammissione - ritornare alla carriera giuridica.
Il catanzarese opererà, dunque, nel ruolo del "Letta" del nuovo esecutivo: sarebbe stato proprio il suo rapporto di vicinanza col predecessore, secondo molti, ad aver fatto ricadere la scelta su di lui come figura garante di quella "continuità" col governo Berlusconi che il Pdl aveva espressamente richiesto attraverso l'ingresso dello stesso Gianni Letta nella squadra di Monti, e impedito dal veto delle opposizioni.
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alle 23:04
sonofranco
Antonio Catricalà è un tecnico per modo di dire, perchè dal 1987 è stato un consigliere politico di importanti ministri, di sinistra e non, fornendo notevoli contributi ad attività legislative e di alta amministrazione. E molto noto per essere un decisionista rapido e geniale; un'ottima penna e un'abile capacità comunicativa. Ma, rimarrà sempre e soltanto un ottimo servitore dello Stato, perchè, proprio in ragione della sua estrema bravura, non sarà mai in grado di varcare la soglia della politica fino a quando la stessa politica rimarrà una piattaforma di ammucchiate deliranti. Il suo attuale incarico non è affatto invidiabile.