Politica bruzia
Totoministri: fuori dai Palazzi, per i membri di questo probabile nascituro "esecutivo tecnico", si fa anche il nome del calabrese Mirabelli alla Giustizia.
Le consultazioni, mentre scriviamo, volgono al termine: tutti i partiti politici stanno passando dal Quirinale per discutere col presidente della Repubblica l'opportunità di un sostegno a un governo presieduto dal senatore a vita Mario Monti, l'uomo scelto da Napolitano come traghettatore per un esecutivo tecnico dopo le dimissioni di Berlusconi.
Intanto, fuori dai Palazzi, i nomi che si rincorrono sono quelli dei papabili ministri, per una squadra di governo che per esplicita richiesta di Pd e Pdl dovrà essere di "caratura tecnica". E tra questi, a sentire alcune voci, un calabrese.
Si tratterebbe di Cesare Mirabelli, giurista di Gimigliano (Cz), già presidente della Corte Costituzionale. Al quale, ovviamente, sarebbe affidato il ministero della Giustizia.
Non lontano, comunque, dagli ambienti economici, Mirabelli è stato infatti membro del consiglio superiore della Banca d'Italia dal 2006. Nonché, ma è altro tema, professore ordinario di diritto ecclesiastico presso l'Università degli studi di Roma Tor Vergata e di diritto costituzionale nella Pontificia Università Lateranense di Roma.
Ancora: il catanzarese è anche consigliere generale presso lo Stato della Città del Vaticano - ossia il ruolo più elevato che un laico possa ricoprire in Pontificio.
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