Politica bruzia
Nel 2007 la morte della sedicenne Federica Monteleone per un black out in sala operatoria nell'ospedale di Vibo Valentia. Ora le arriva la tessera sanitaria.
E' del 2007 la notizia che malauguratamente sale ai cosiddetti onori della cronaca: Federica Monteleone, 16 anni, muore in una sala operatoria dell'ospedale di Vibo Valentia durante quello che addetti ai lavori solitamente definiscono "banale intervento di routine". Un'appendicectomia. A provocare il decesso un black out nel sistema elettrico, a operazione in corso. Poi la morte, il dolore, la condanna all'ex direttore generale dell'Asl di Vibo e al titolare dell'impresa che aveva realizzato l'impianto elettrico nella sala operatoria in questione. 2007, un decesso che diventa il simbolo, negli ultimi anni, della cattiva sanità calabrese, meridionale, italiana.
2011, arriva la tessera sanitaria di Federica. A casa, come non fosse successo nulla, a rinfocolare il ricordo della tragedia. Lo sfogo della madre. "Quanti anni dovranno ancora passare prima che capiscano che me l'hanno già ammazzata una volta, la mia Federica? E che non si devono permettere di ammazzarla ancora?". La Regione, pur nel voler sottolineare che le liste sanitarie vengono compilate dall'anagrafe comunale di competenza, ha rivolto le sue "più sentite scuse". La tessera di Federica scadrà nel maggio del 2017.
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