Politica bruzia
Legambiente, un'altra mazzata: in Calabria i mari più sporchi del Paese. Più di un calabrese su due scarica in mare reflui non depurati. Malgrado gli elicotteri e i sorrisi di Scopelliti.
Noi, davvero, non vorremmo scrivere sempre delle stesse cose, né ribadire concetti e accuse. Ma quando a parlare sono i dati, e quei dati sono recenti, e ci parlano, e non possono passare inosservati, allora tocca ripetersi. E raccontare i fatti. Gli ennesimi, attorno all'inquinamento di spiagge e mari.
Cosa diversa sarebbe stata se Scopelliti - in volo d'elicottero da Fuscaldo a Paola - non avesse benedetto il Tirreno, assicurandocelo come "pulito". Se l'Arpacal - poi - non avesse scommesso sulla salubrità delle nostre acque: "eccellenti". Come se le segnalazioni, vostre, non fossero arrivate. O le inchieste aperte. O altri dati, più che attendibili, non fossero stati diffusi.
In breve: è ancora Legambiente - con la classica Goletta Verde - a saggiare mari e spiagge italiane. Ed è ancora - ancora - la Calabria a detenere il primato di mare più sporco d'Italia. Oltre il 60% dei cittadini calabresi - coscienti o no - scarica a mare reflui non depurati a norma di legge. Ed è sempre la Calabria a "vantare" la carica di regione col maggior numero di comuni italiani con oltre 15 mila abitanti che non si sono adeguati entro il 31 dicembre 2000 alla direttiva europea 1991/271/CE sul trattamento delle acque reflue urbane. Appunto.
Ora: secondo Legambiente, tra Calabria, Campania e Sicilia si conterebbero ben 134 comuni medio-grandi sprovvisti di depuratori sui 168 rilevati dalla Commissione europea in tutto il territorio nazionale. Tanto che l'Unione Europea avrebbe già aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato rispetto della normativa comunitaria sulla depurazione degli scarichi fognanti. Senza elicotteri.
Meglio non va a spiagge e aree contigue: nella "classifica della cementificazione" la Calabria appare subito dopo la Sicilia (682 infrazioni contro 665), più indietro la Campania (508). Regioni che, ancora una volta, rappresenterebbero insieme il 53% del totale nazionale dei reati sul cemento illegale - malgrado il "Boicottaggio contro la Calabria" fosse stato dichiarato "fallito".
Rammentiamo a vostro beneficio che secondo le sue ultime dichiarazioni, per il governatore Scopelliti "dare lustro al turismo regionale" starebbe per "oleare a soldi pubblici Miss Italia nel Mondo a Reggio Calabria". Elaborare dolcissimi e accoglienti "Patti per il Sorriso". E stanziare negli studi mobili di Rtl 102,5 per le strade di Reggio rispondendo al nome di Peppe Dj. Davvero.
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