Politica bruzia
Dorina Bianchi, tutto in un comizio: l'attacco del premier ai centristi, la non-difesa della senatrice Udc, la giustificazione: "Il premier? Non lo ascoltavo neanche". Ecco la fotosequenza del piccolo dramma crotonese.
Davvero, un dramma. Nata a Pisa, medico, ex Pd, Dorina Bianchi è candidata a sindaco per il centrodestra per il comune di Crotone. La sua campagna elettorale - difficile a leggere dai sondaggi - le dicono verrà arricchita dalla presenza del presidente del Consiglio Berlusconi, che pare abbia scelto la città dello Ionio come unica tappa calabrese della sua tournée elettorale. Dorina è Udc, l'Udc che in Calabria sta ancora da quella parte, quella della maggioranza nazionale, e che s'è guadagnata l'appoggio del Pdl per i propri candidati sindaci - leggasi anche, per esempio, Occhiuto a Cosenza.
Insomma: il Pdl, in Calabria, non c'è, o s'appiattisce, o si defila nella lista Scopelliti, ancora viva dopo l'elezione dell'ex sindaco reggino a Catanzaro. Ma questo, forse, Berlusconi non lo sa. O lo ignora temporaneamente. Atterra, parla, attacca, dal palco se la prende coi centristi, con Casini, con l'Udc, quei guastafeste senza i quali portare a casa le riforme di giustizia-costituzione-eccetera. Lo fa dal Palamilone, Scopelliti da una parte, Dorina Bianchi, l'Udc, la cattolica, la senatrice d'opposizione, dall'altra.
Applausi, alle dichiarazioni anti-centro. Il sorriso di Dorina, un po' perso nel vuoto. Nessuna reazione, né un moto di rivolta. O meglio, a video analizzato e scandagliato a fondo, nell'ordine (consultare la fotosequenza più in alto):
1. Inconsapevolezza;
2. Sentore di malaparata;
3. Presa di decisione sull'espressione facciale da adottare (lì è quando Berlusconi cita espressamente Casini e l'Udc);
4. Resistenza imbarazzata al gioco (per qualche secondo);
5. Riflessione sulle conseguenze;
6. Spaesamento.
E questo in pochi secondi. "Va' dove ti porta il cuore", le scrive il leader Udc in un algido sms. Cesa la snobba, e devia per Cosenza. Il partito, dicono, pare l'abbia scaricata. Dicono ci si attendeva una pedata, che doveva reagire, che non è tipico della sua tempra, quella - spiegano - dei valori non negoziabili. Ma così non è: "scusi: tra Cesa e Berlusconi, secondo lei, chi è che mi riempie un palazzetto dello sport, eh?", spiega a Roncone in un'intervista al Corriere.
Perché arrivano, le colonne e le interviste, sui quotidiani nazionali. Compresa l'incalzante selva di interrogativi tipica di Caporale, che su Repubblica la spinge sulla difensiva, all'arrampicata: "La frase che ha così tanto inquietato Casini neanche l'ho ascoltata", "ero tesa e felice per quella platea densa e vicina", "ero con la testa altrove".
Il video, le immagini, la sequenza, mostrano semmai imbarazzo, comunque altro, e in ordine preciso. Ma questo è: la storia di una candidata a Crotone, in questi giorni, diventa cronaca da testata nazionale. Vada o non vada - e sullo Ionio è tosta - l'alibi per la sconfitta, Dorina, l'ha già fornito: Crotone non si fida, "forse perché sono bionda".
guarda che il manifesto si occupa di dorina bianchi da tanato tempo....sei un poveraccio e ignorante leggi solo repubblica
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alle 12:59
vm
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