Politica bruzia
Nuovi file di Wikileaks: Obama sarebbe preoccupato per le infiltrazioni della malavita organizzata nella gestione del porto di Gioia Tauro, dove passa anche materiale nucleare.
Obama è sarebbe preoccupato per Gioia Tauro: è quanto emergerebbe dagli ultimi cable di Wikileaks pubblicati da L'Espresso. E nel quale il porto della città della piana sarebbe definito come "in mano alla mafia", "occhi dappertutto" malgrado la presenza di funzionari "disponibili a guardare dall'altra parte mentre si compiono illegalità".
Sebbene possa suonare un po' stonato, l'attenzione del governo americano per lo scalo del reggino è molto alta, e per motivi d'interesse - si potrebbe dire - strategico: l'Espresso parla della questione come di "una delle più grandi preoccupazioni dell'America di Obama: il traffico di materiale nucleare clandestino utilizzabile dai terroristi che potrebbe essere movimentato attraverso porti come Gioia Tauro, descritto come una falla nei controlli europei". Come confermato, peraltro, da Gratteri solo pochi mesi fa. E non è tutto.
Eloquente, infatti, è il titolo del dispaccio, "Rilevare i materiali nucleari in mezzo alla mafia", nel quale si legge di tutte le difficoltà incontrate dagli States nel dover collaborare con l'Italia per il programma "Megaport". Quello, per intenderci, che dovrebbe scongiurare il rischio del trasferimento di una bomba atomica "sporca" nel territorio statunitense.
In questo senso, Gioia Tauro verrebbe considerata come una breccia pericolosa: "doganieri sono riluttanti a fermare i container per i controlli e preferiscono che sia la Guardia di Finanza a farlo", si legge nei cable. Che dimostrano, una volta di più, l'attenzione che Washington - in qualche modo - dedica alla Calabria (qui e qui altri esempi).
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