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Lele Mora, il crac e la 'ndrangheta: nuovi guai in arrivo per Silvio?

Vincenzo Marino avatar Martedì 18 Gennaio 2011, 10:22 in POLITICA & 'NDRANGHETA di Vincenzo Marino

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E' domenica 16 gennaio. Il presidente del Consiglio si lancia in un videomessaggio - poi trasmesso a reti praticamente unificate - nel quale declina ogni accusa mossagli fino a quel momento: nessun festino ma "feste eleganti", niente rapporti con minorenni - intendendo, senza farne il nome, Ruby: la marocchina che ha trascorso otto mesi della sua vita in un centro rialbilitativo di Badolato - ma anzi aiuto ragazze e c'ho pure la fidanzata. Quasi come sapesse, come avesse letto le carte consegnate poi alla Camera il giorno dopo - sospetto ribadito anche dal presidente della giunta per le autorizzazioni Castagnetti.
 
Non deve esser sfuggito, allora, quel riferimento agli aiuti che il premier ha ammesso di aver garantito a Lele Mora, sempre nella stessa clip: prestiti, a lui o alle sue società, le cui prove gli investigatori - peraltro - si aspettano di trovare negli uffici e nell'abitazione di Giuseppe Spinelli, presunto "elargitore" di denaro per conto del premier. Un fiduciario.

Perché difendere tanto platealmente la posizione dell'ex parrucchiere (Mora, per chi non sapesse)? Perché quel riferimento - non richiesto - agli aiutini? Un milione, dicono, per dar man forte ai grossi guai finanziari dell'estate scorsa. L'estate nella quale la LM Management - la sua scuderia - fa crac. 17 milioni di euro di buco che non condizioneranno la sua stagione, né la sua dolce e dispendiosa vita.

Come? Cosa? Perché? Quando? Non è detto che non ci si arrivi. Intanto vi basti sapere che presso la procura di Milano sarebbe stata depositata un'informativa nella quale si racconterebbe di rapporti da accertare fra lo stesso manager dei vip e un nome pesante. Quello di Paolo Martino, boss della 'ndrangheta mica da ridere.

E' il 2006: Scopelliti - allora sindaco di Reggio - fa tappa a Milano per incontrare Mora e organizzare la "notte bianca" cittadina. "Salgo con mia moglie a Milano, così con la scusa mi vedo pure la finale di Coppa Italia". Ci si accorderà per Valeria Marini. Ancora, nel 2009, l'attuale presidente regionale si muove per un evento nel quale poter garantire alla sua città la presenza di un personaggio LM Management. Borsa internazionale del turismo, l'ex primo cittadino parla di cast e starlette con un uomo. A mediare, in entrambi i casi, sarebbe stato - è quanto credono gli investigatori - proprio Paolo Martino, l'uomo, precedenti per mafia e traffico di droga, rapporti con massoneria ed estrema destra

Gestore degli affari dei clan a Milano, Martino è socio fino al 2007 di società di compravendita di videopoker amministrata da un fedelissimo di Lele, Stefano Trabucco, già socio - peraltro - di un'altra srl in compagnia di personaggi poi coinvolti nella recente indagine sulla cocaina alla discoteca Hollywood. Sì, il club milanese dove Mora è di casa.

Amicizie di lungo corso, collaborazioni, aerei privati, storiacce. Tutto da verificare. La domanda, tuttavia, resta: perché portare le mani avanti? Perché Berlusconi ha ammesso subito - quasi come sapesse, e torniamo al principio, ma sapesse chissà cosa - la natura dei suoi aiuti a Lele Mora? E' possibile che le amicizie, i rapporti, i debiti e le relazioni di Mora possano trascinare il premier in un altro, fragoroso gorgo giudiziario? O portare gli inquirenti da qualche parte?
Due risposte. Una, mah. Due, gli manca solo questa

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