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Presa Diretta racconta la 'ndrangheta: l'avanzata dei clan alla conquista del nord

Vincenzo Marino avatar Martedì 7 Settembre 2010, 15:54 in VISTO IN TV di Vincenzo Marino
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Ci sarebbe da stranirsi nel parlare, nello scrivere, di paesini del Varesotto in un blog come questo, focalizzato sulla Calabria. Ma a evitarlo, e contingentare con cura il focus dei nostri articoli all'estrema regione della penisola, suonerebbe incompleto, stranierebbe da un contesto. Già troppi, in Italia, non vedono o fingono di non vedere l'assalto predatorio dei clan calabresi sulle regioni ricche del settentrione, Lombardia inclusa. Lombardia in special modo, con gli euro, con l'edilizia, con l'Expo e con tutto il resto.
Ci sarebbe da stranirsi nel vedere, e raccontare, di giornalisti scacciati in malo al bar Moro di Lonate Pozzolo, Varese. "State rompendo le palle". A conferma di un clima senza "west" e senza "far", più vicino di quanto si pensi.
E potrà apparire lontano il procuratore sotto assedio, un Gratteri  portatore di pessima novella, sebbene senza ragione. Ma quanto di più concreto rappresenta l'imprenditore edile sotto minaccia permanente da otto anni, si veda Saffioti, per essersi rifiutato d'accettare l'avvilente minaccia dell'estorsione
Presa Diretta (RaiTre, domenica, 21,30), nell'ultima puntata , ha avuto - tra gli altri - questo pregio. Raccontare, snocciolando numeri da guerra, dello straziante conflitto sotterraneo che attraversa il paese, che miete morti, e che conduce dritti alla 'ndrangheta, senza province. Il pregio d'aver mostrato l'inadeguatezza di istituzioni a trazione nordista, vestiti di coppole come a irridere l'avversario - esemplare la recente copertina di Panorama. Salvo poi trovarselo in casa, il lupo. Coscienti o meno. Perché Varese è la provincia del ministro degli Interni Roberto Maroni. E Varese è in Lombardia, o in Calabria, comunque in Italia.
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4 commenti
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09 Set 2010
alle 22:32

Vincenzo (Calabria)

Visto in tv, eh. Ma l'approssimazione di Lynda Dematteo (in "L’idiotie en politique. Subversion et néo-populisme en Italie"), ricercatrice francese, sull'anima farsesca da commedia dell'arte della politica italiana come fosse carnascialesca, mi sembra un'altra pietra di paragone possibile. Una gran storia di furbi e furbastri, 'nsomma.

3
09 Set 2010
alle 13:52

alberto

errata corrige:

fa, fondato, Gramsci

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09 Set 2010
alle 11:46

alberto

Personalmente credo che fra la Lega e i referenti politici della mafia ci siano molte affinità. La principale è quella di lucrare (in termini di consenso) sulla mediazione politica fra stato centrale e cittadini. Il che è possibile solamente in un paese che, come scriveva più di un anno fa fa Rachel Donadio sul New York Times, è fondata su un "sistema feudale altamente avanzato" e in cui, come scriveva invece molti anni prima Antonio Garmsci, le cricche contano più dei partiti.

1
07 Set 2010
alle 17:52

Gianluigi Filippelli

A volte mi capita di raccontare le stesse cose su Stipaturi...

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