Politica bruzia
Quelle ch
e vedete sono
le fotografie di uno scempio
che, presumibilmente, è anche
uno <scandalo nazionale>.
Così Demetrio Costantino,
presidente del Comer (Comitato
per il Mercato agroalimentare)
ha definito il “caso Mortara”,
di cui tante volte s’è
occupato da molti anni
a questa parte…
A Mortara di Pellaro, perif
eria Sud
di Reggio Calabria, un’impresa edile
sta lavorando a quella che è l’opera
più significativa del “decreto Reggio”.
La legge 246 del 1989 – appunto –
l’anno prossimo farà 20 anni:
ma molte realizzazioni
da mettere in carniere nella
“sgarrupata” Reggio Calabria
coi 600 miliardoni di lire del tempo
sono incompiute, o addirittura solo
sulla carta, a 4 lustri di distanza.
Il Centro integrato di Mortara
d
i Pellaro, però, ha tutti i cromosomi
dello Scandalo All’Italiana…
Non solo su ben 4 opere
(Centro agroalimentare, Mattatoio,
Canile municipale, Deposito Atam)
solo il canile è completato e peraltro
mai entrato in funzione…
…In più, su un’opera pubblica
e in quanto tale pagata coi soldi
della collettività e proprio per
questo motivo (in teoria) soggetta
a controlli “super” da parte di varie
istituzioni su differenti livelli, è
attiva un’azienda – Lafatre - che
a più riprese non paga i dip
endenti
(per la cronaca: in atto, ancòra
una volta, non ricevono
emolumenti da un bimestre).
In più, su questa stessa opera
pubblica pagata coi soldoni di
tutti noi – cioè anche di tutti VOI:
così, forse il messaggio “passa”
meglio… – l’impresa edile non usa
trapani elettrici né altri attrezzi di
qualsivoglia fatta collegati con l’elettricità…
quindi i fori si fanno coi trapani “a mano”
(quelli meccanici ma non black&decker,
per capirci), le viti o i bulloni
s’innestano rigorosamente a mano
etc. etc…. perché l’impresa è
morosa e le è stata tagliata
l’elettricità da un anno e mezzo!!
Adesso c’è questa tragicomica novità:
per diverse volte, al deposito in
costruzione dell’Atam – cioè
l’Azienda di trasporto per l’area
metropolitana – sono crollati
interi muri. Sì, sì, avete letto
bene…Visto che in questa zona
c’è un po’ d’arietta (……!!),
sono venuti giù interi,
enormi,
pesantissimi muri di quest’edificio,
ancòra in costruzione, che oggi
ospita decine di lavoratori (che,
evidentemente, non sono morti
sul lavoro per puro caso – mai
dire mai, però!) e “domani”, quando
l’opera sarà ultimata, vedrà il transito
di centinaia se non migliaia di pers
one.
…Di più.
Una “chicca”: i futuri locali
appena oggetto di disastrosi crolli
a ripetizione, è previsto che vengano
adibiti… a officina!
Quindi, scampate le morti bianche
di oggi, non si può proprio dire
per quelle potenziali di domani…
…Perché è ormai chiaro che
siamo di fronte a un complesso
a tutta evidenza realizzato in modo
assurdo, con muri che al primo
colpodivento si sbriciolano che
neanche il Das di quando
eravamo bambini…
Una postilla.
Se non è uno <scandalo nazionale>
questo, diteci voi cosa lo è.
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alle 21:53
Francesco Mafrica
E' triste ma doveroso. A volte mi assale una nostalgia terribile per la mia Reggio, per la mia Pellaro, che per necessitè familiari ho lasciato a 60 anni di età. La lettura di certe notizie ti sgomenta e ti porta a pensare di aver fatto bene ad essere andato via. Ma,nonostante tutto, è sempre l'amore, è sempre la nostalgia a prevalere ed a non far morire la speranza che in un futuro(spero non lontano) certe cose non succedano più.