Politica bruzia
La Calabria, allora, omaggia il quasiPresidente star&stripes Barack Obama, “patito” di Gioacchino da Fiore, con riproduzioni in argento e smalti – a cura del grande Gerardo Sacco – del “Liber Figurarum”.
Sì, tutto bene, ma… cos’è?
Già tra i calabresi – cosa sinceramente molto grave, ma questo blogger non era da meno in termini di specifiche lacune – pochissimi, davvero pochissimi sanno della stessa esistenza di un presidio culturale così significativo.
Siamo davanti in pratica alla più prestigiosa raccolta di teologia “visiva”, “figurativa” dell’intero Medioevo: codice di Oxford, codice di Reggio Emilia e codice di Dresda sono le 3 magnifiche copie del “Liber” che sono state tramandate integre fino ai nostri tempi, per il lungo corso di 8 secoli (dal 13° in cui il “Liber Figurarum” fu vergato all’attuale, il 21°).
E i disegni, appunto?
Servivano, spiegano gli esegeti, a <facilitare la comprensione dell’interpretazione che Gioachino dà della storia sacra e delle sue aperture profetiche>.
E proprio perché stregato da queste quasi esoteriche raffigurazioni, il Sommo Poeta – Dante Alighieri – avrebbe preso “on charge” la materia, definendo l’abate Gioacchino, nel dodicesimo Canto del Paradiso, <di spirito profetico dotato>.
Per l’esattezza, il canto XII del Paradiso recita: <Illuminato e Augustin son quici / che fuor de’ primi scalzi poverelli / che nel capestro a Dio si fero amici. // Ugo da San Vittore è qui con elli, / e Pietro Mangiatore e Pietro Spano, / lo qual giù luce in dodici libelli; // Natàn profeta e ‘l metropolitano / Crisostomo e Anselmo e quel Donato / ch’a la prim’arte degnò porre mano. // Rabano è qui, e lucemi dallato / il calabrese abate Giovacchino, / di spirito profetico dotato>.
Dunque <lucemi accanto>, risplende Gioacchino, non lontano da Illuminato da Rieti e Agostino d’Assisi (due fra i primi “adepti” dell’Alighieri), il mistico Ugo di San Vittore, Pietro Mangiadore (esegeta fra i più fini del suo tempo, così chiamato perché “mangiatore” di libri), il logico Pietro Ispano (destinato a diventare papa Giovanni XXI), l’antico profeta Natan, l’eloquente San Giovanni Grisostomo, il teologo Anselmo d’Aosta, Elio Donato (autore delle più celebri grammatiche latine dei primi secoli dopo Cristo, in vigore per molti altri secoli ancòra).
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