Politica bruzia
Tino Scutellà e la consorte Maria Ida hanno sospeso nel pomeriggio la loro dignitosa, vibrante protesta in catene e senza cibo, attaccati alle finestre della Prefettura di Reggio Calabria.
La <presunta> - pare, si dice, hanno detto che, sembrereb
be - malasanità ha strappato loro un figlio a soli 12 anni: non c'è nessun Governatore del mondo in grado di farlo tornare vivo qui ad abbracciare i genitori (li vediamo in questa foto nella mattinata di oggi mentre incontrano Giuseppe Strangio, capogabinetto del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova), è vero.
Ma i loro (giustificatissimi) improperi contro livelli d'amministrazione e di governo (tutti indistintamente, dal consiglio di zona su su fino a Palazzo Chigi: di fronte alla morte di un adolescente innocente non c'è ..."competenza concorrente" che tenga) un risultato concreto paiono averlo finalmente avuto, per la gioia di Francesco, il fratellino del povero Flavio (<Ogni giorno mi chiede: papà, oggi che risultati hai ottenuti? E io gli rispondo: oggi, solo un pugno di mosche delle olive. Oggi, solo un pugno di zanzare...>, s'era lamentato uno sconsolato Alfonso Scutellà).
Già lunedì prossimo, la Giunta regionale vaglierà un mandato speciale alla propria burocrazia in materia di tutela della salute, per fare in modo che entro 10 giorni arrivi una relazione concreta e consistente sulle effettive, eventuali responsabilità di medici e/o altri operatori sanitari sul prematuro decesso del ragazzino di Scido.
Conferenza stampa "en plein air" annullata, dunque. E l'attesa si moltiplica, dopo i precisi impegni assunti da Loiero (ma, se è per questo, anche dal commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio, Massimo Cetola) e in vista della seduta consiliare straordinaria del 5 novembre.
Alfonso Luigi Marra, lettera a 'Calabria': "Da voi atto di grande coraggio"
Lo spot coi Bronzi "bulli" e "tamarri": l'idea di una Calabria "smart" che non è…
Dorina Bianchi e il Cavaliere: fotosequenza di un dramma
Annozero intervista Lele Mora: imbarazzo quando si parla di 'ndrangheta
Lettera a Bossi Jr: caro Renzo, aspettiamo una risposta