Politica bruzia
Che brutto modo per far finire una consiliatura regionale.
Lunedì quel che rimane del governo Prodi ha “scaricato” la Giunta calabrese, silurandone una delle poche cose veramente importanti: la Sua, alias la Stazione unica appaltante, concreto e innovativo baluardo antimafia (epperciò bell’e pronto per essere colpito e affondato da un’impugnazione davanti alla Corte costituzionale…).
Stamattina, invece, i Carabinieri hanno perquisito le case (Catanzaro, Stalettì e Roma) del governatore Agazio Loiero e i suoi uffici (esecutivo e Palazzo Campanella; in questi ultimi locali, sono stati sequestrati i pc dell’addetta alla segreteria e di un ufficio in uso a segreteria della Consulta antimafia e non solo), nell’ambito dell’inchiesta “Why Not?” già portata avanti dall’esecrato pm Luigi De Magistris, fresco di sanzioni disciplinari da parte del Csm.
Concretamente, può mestamente calare il cappello su una consiliatura non certo indimenticabile né entusiasmante. Ma è un modo negativamente curioso e anomalo, così come all’apertura di questo sventurato quinquennio-non-quinquennio (do you still remember delitto Fortugno?).
E c’è sempre la possibilità che in forza di non si sa bene quale senso delle istituzioni (in molti casi, onestamente, non s’è visto; tantomeno sulle sponde dell’opposizione di centrodestra) si vada ancòra avanti, in barba ai Codici etici, malgrado ogni larva di buonsenso.
Alfonso Luigi Marra, lettera a 'Calabria': "Da voi atto di grande coraggio"
Lo spot coi Bronzi "bulli" e "tamarri": l'idea di una Calabria "smart" che non è…
Dorina Bianchi e il Cavaliere: fotosequenza di un dramma
Annozero intervista Lele Mora: imbarazzo quando si parla di 'ndrangheta
Lettera a Bossi Jr: caro Renzo, aspettiamo una risposta