Politica bruzia
Caaaaaaaaro onorevole Armando Venet
o: e allora, chi aveva ragione?
Tempo fa, giusto questo blogger pubblicò (anche attraverso altro medium) la significativa indiscrezione secondo la quale tu e i tuoi <amici>, come li avesti tu stesso a definire, stavate per traghettare dall’Udeur in Italia dei valori.
Tu, caro europarlamentare ed ex-commissario regionale udeurrino, me ne avesti per non so bene quale motivo e inviasti una piccata precisazione: nessun passaggio, prima bisognerà democraticamente riunirsi etc. etc. etc.
Ma visto che i tempi della Dc che fu (purtroppo o per fortuna: fai tu…) non ci sono più!, come sempre sono i fatti quelli che contano.
E ci dicono che oggi hai finalmente formalizzato il tuo scontatissimo, vociferatissimo passaggio nelle fila dipietriste, naturalmente a Congresso regionale ultimato con l’elezione alla leadership calabrese del deputato Aurelio Misiti (con polemiche al vetriolo annesse), così come da tempo si andava dicendo.
Qualcosa da dichiarare?
Io sì: visto che ci avevamo scommesso su con un dirigente di Italia dei valori, purtroppo ho perso una cena.
…Ne valeva, comunque, la pena.
mma picchì invece i chisti scasacani non scrivi diretto armando, cusì si sapi si vaie 'nti dipetru? armando, dassa futtiri telespazio e scrivinci na cosa no pe oggi sulu, ma chidda chi esti vera daveru
Sono contento per te e per tutti i dipietristi. Dovete essere orgogliosi, soprattutto dopo quello che ha scritto il Corriere della Sera. La politica del FARE e della LEGALITA'. Io sono tanquillo, tu probabilmente un po di meno.
Franco
Tranquillo, l'avv veneto è con noi dipietristi. tutte chiacchiere
Caro amico, mi dispiace eccepire che la scommessa, purtroppo per il tuo amico di Italia dei Valori, l'hai vinta. Infatti, contrariamente alle pompose dichiarazioni rese alla stampa sia dal diretto interessato che, soprattutto, dal prof. Misiti, non c'è stata alcuna adesione al partito di Antonio Di Pietro dell'On. Veneto il quale, appena ieri sera nel corso della trasmissione televisiva Perfidia andata in onda su Telespazio, ha smentito le notizie che erano apparse su tutti gli organi di informazione regionali sostenendo che non c'è ancora stata alcuna adesione e che, più semplicemente, è stata espressa una opzione favorevole di valutazione.
Questa è la POLITICA DEL FARE.
Franco
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alle 17:20
apropositodilegalità
(di Anna Laura Bussa).
L'incontro "conclusivo" tra il segretario del Pd Walter Veltroni e il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, per vedere se ci sono dei margini per dar vita a una mini-coalizione per le prossime elezioni, ci sarà solo domani pomeriggio (doveva tenersi oggi, ma Veltroni ha chiesto un rinvio) ed è molto probabile che si concluda con un nulla di fatto. Ma Di Pietro, anche solo per la possibilità che gli è stata offerta di poter seder al tavolo delle trattative su un punto così delicato come quello del diritto all'identità negato da Veltroni a tutti gli altri alleati, a cominciare dai Socialisti, ha fatto andare su tutte le furie gli 'esclusi' che contro l'ex Pm sono partiti al contrattacco. L'affondo più duro l'hanno inferto senz'altro i Radicali. In un'inchiesta trasmessa questa mattina dalla Radio del partito, si è accusato il leader dell'Idv, prima, di 'raccogliere' nelle proprie fila 'fuoriusciti' Udeur come Armando Veneto "penalista di Palmi che tenne l'orazione funebre per Girolamo Piromalli esponente di peso della 'ndrangheta'", e, poi, di non avere una gestione proprio trasparente dei rimborsi elettorali. Citando una precedente inchiesta di 'Panorama' si è tirata fuori anche la vecchia querelle tra Di Pietro e Achille Occhetto per il possesso dei rimborsi elettorali delle Europee 2001.
E si è detto che esiste "un'Idv parallela costituita da soli tre soci: Di Pietro, la moglie e la tesoriera Silvana Mura creata per percepire il rimborso senza darne conto a nessuno". Un'Idv 'parallela' che avrebbe messo in piedi "una rete di società" come un' Immobiliare nell'Europa dell'Est. Quindi Pannella fa una dichiarazione nella quale invita il ministro uscente a "non candidarsi perché ricattabile" e "protetto dalla Casta". Di Pietro incassa e risponde: "Accolgo con un sorriso la sparata di Pannella che sembra più dettata da motivi di invidia e gelosia per il dialogo che abbiamo in corso con il Pd". Ma anche nel Pd i mugugni non mancano. "Di Pietro non è il diavolo - ha detto Marco Follini - ma un'alleanza con lui sarebbe molto più che un dettaglio. Credo profondamente che dovremmo evitarla". Infine il 'je accuse' di Occhetto: "Antonio Di Pietro gestisce il suo partito in modo patronale ed autoritario. L'aspetto poco chiaro sta nel modo in cui vengono fatte le liste. C'é un contrasto tra l'immagine di Di Pietro della mani pulite e il modo disinvolto con cui sul territorio vengono fatte le liste".