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LA MORTE DI ENZO BIAGI. Intervista ad Annarosa Macrì, coordinatrice di "RT - Rotocalco Televisivo"

Mario Meliado avatar Martedì 6 Novembre 2007, 17:35 in IL VIZIO DELLA MEMORIA di Mario Meliado

 Oggi è un giorno triste, per qualsiasi giornalista italiano. E lo è di più per chiunque abbia avuto l’opportunità di conoscere di persona quello straordinario uomo e quello straordinario professionista che era Enzo Biagi, che ci ha appena lasciato. Annarosa Macrì, giornalista Rai, dal 1990 in avanti ha avuto un’intensa collaborazione col grandissimo collega. 

Annarosa, tu hai avuto avuto la fortuna d’intrattenere un importante rapporto umano e professionale con Enzo Biagi… Come l’hai conosciuto?, sotto quale profilo, intendo?

<Come un personaggio e un uomo straordinario. Tanto più che, come responsabile di alcuni suoi programmi come, da ultimo, RT, ho avuto la possibilità di lavorare gomito-a-gomito con lui, che per me è stato come un secondo padre. Anche perché, chi l’ha conosciuto da vicino come me lo sa bene, lavorare con Biagi significava viverci insieme… Ecco, proprio per RT pensa che la redazione e lo studio erano entrambi concretamente posizionati in casa sua: quindi io e i colleghi che lavoravamo all’ultimo programma di Biagi abbiamo avuto la straordinaria esperienza di entrare in casa sua, avere lì le nostre riunioni. Ma a proposito di come l’ho conosciuto: è una domanda particolarmente giusta. Perché, sì, io ho conosciuto Biagi nel ’90 perché lui mi ha voluto conoscere perché aveva “notato” i servizi che realizzavo dalla Calabria per il telegiornale nazionale della Rai. E’ stato Franco Iseppi, suo collaboratore “storico” a dirmi che mi avevano notato e a chiedermi se avrei avuto piacere a lavorare con Enzo Biagi al programma che stavano realizzando in quel momento, “I 10 comandamenti all’italiana”>. 

Per Biagi – e lo chiedo a una donna-Rai, non per caso – la Rai non è stata sempre una così buona madre…

<Quanto hai ragione… Ecco, io vorrei che in tutte le interviste, in tutti gli articoli di oggi si menzionasse questa terribile pagina della storia della Rai e della storia d’Italia… Tra l’altro, l’ho vissuta io stesso in prima persona. Ero a Milano per uno dei suoi programmi, quando l’allora presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi emise il cosiddetto “editto di Sofia”, tenendolo ai margini e impedendogli di fare televisione per cinque anni… Arrivarono migliaia di e-mail di protesta da parte di italiani di tutti gli ambienti. La sera, andammo tutti insieme a mangiare la pizza. E lui disse una frase che molte volte mi avrebbe ridetto: “Non preoccupatevi. Noi eravamo qui quando sono arrivati: e quando loro se ne andranno e noi saremo ancòra qui”>. 

Io, invece, ho avuto la fortuna di vedere Biagi pochissime volte. L’ultima volta, purtroppo, era alla camera ardente di un altro grande italiano e grande giornalista: Indro Montanelli. Lui visitò la salma ma con discrezione, temendo che la sua presenza potesse andare “sopra le righe”.

<Sì, avevano un grande rapporto fatto d’amicizia e di stima. D’altro canto, Biagi viveva in un vero e proprio “culto” del lavoro. Pensa che volle andare in onda con la trasmissione anche nel giorno in cui morì sua moglie. Noi tutti gli dicemmo: ma no, non si va in onda, fermiamoci… Ma lui ci gelò, obiettando: “Agli italiani non debbono interessare i miei fatti privati…” E andammo in onda lo stesso, il giorno in cui morì sua moglie>. 

Di sicuro, c’è un risvolto in questa luttuosa scomparsa: è una morte che non può cogliere impreparati più di tanto…

<No, infatti. Lui era malandato, aveva 6 bypass… Però, Mario, c’era un risvolto importante: a …… anni era ancora pieno d’idee e di progetti. E l’ultimo scambio d’idee, adesso che nuovamente mi trovo a Milano perché lui mi aveva di nuovo voluto a lavorare con lui per RT, l’ho avuto appena due giorni fa. E lui m’ha detto: “Adesso devo tornare al lavoro, dobbiamo fare questo e quello…”. E io gli ho risposto: “Ma certo… si rimetta presto in salute, e così torneremo al lavoro…”>.      

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4 commenti
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10 Nov 2007
alle 00:54

Mario Meliadò

Eh, grazie!

E girerò volentierissimo ad Annarosa i tuoi complimenti appena mi ricapiterà di sentirla o vederla.

3
09 Nov 2007
alle 19:15

Susanna Petruzzi

Devo dirti: complimenti perché apprezzo molto il tuo giornalismo anche on-line, e anche perché trovo bravissima la Macrì come già visto nel libro sui Ragazzi di locri

2
06 Nov 2007
alle 22:44

Mario Meliadò

Caro Aldo, l'insegnamento di Enzo Biagi può tradursi, intanto, in un invito bipartisan senza limiti di tempo: mai più liste di proscrizione o "editti di Sofia", in particolare per quanto concerne l'informazione.

1
06 Nov 2007
alle 20:02

aldo timolati

mi associo al grande dolore di tutti per la mortre di un uomo GIUSTO; e SAGGIO.

 IMPORTANTE PER renderlo vivo E? vivere il suo insegnamentoi

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