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Lavoro al Sud: se l'80% "fa da sé"

Mario Meliado avatar Martedì 28 Agosto 2007, 15:19 in TERRITORI di Mario Meliado


C’era bisogno di un’indagine Svimez?
Forse sì, forse no. Resta il dato: una persona su 4, al Mezzogiorno, trova lavoro entro 3 anni dalla laurea soltanto grazie alle famigerate <conoscenze>.

Questo dato non aiuta certamente lo sviluppo di un’etica solida, da queste bande; non incentiva la (spesso sbeffeggiata e sfottuta, se dobbiamo proprio dirlo) cultura del merito; non incrementa la produttività delle aziende che, spesso, selezionano i propri addetti su difficilmente arginabili “segnalazioni” del politico di turno o, in non troppo rari casi-limite, su vere e proprie imposizioni di questo o quel clan locale (di solito, il criterio d’attribuzione è la competenza per territorio).

Lo dicono chiaro, i dati 2004: in totale, i giovani in cerca di lavoro che hanno trovato soddisfazione da strumenti altri rispetto alla raccomandazione sono stati circa l’80%: il circa 20% rimanente ha visto un buon 15% di successo grazie al consueto concorso pubblico (che peraltro al Sud, quanto agli esiti, è da sempre oggetto di più o meno giustificate ironie), mentre ad esempio il collocamento pubblico e privato non ha assorbito oltre il 4% dei “fortunati”.

E l’alta formazione? Importante, ma come optional… Prendi la laurea: i dati Svimez mettono in luce che è cosa utile <se si proviene dalla famiglia 'giusta'>. E al Sud più che al Nord, in Italia più che altrove la famiglia “giusta” è quella <ricca>, ma anche e soprattutto <inserita in un reticolo di rapporti sociali>. Ed ecco che il “pezzo di carta” vede progressivamente evaporare il suo significato di anni di sudore fatica impegno e riguadagnare, sempre di più, il suo mero valore cartaceo, a fronte della moltitudine che “s’industria”.

6
6 commenti
6
12 Set 2007
alle 18:56

Mario Meliadò

Rimane un dato solo: questa non è una bacheca elettronica, ma un web-log. Temi di fondo, la politica (l'attualità, la criminalità) in Calabria. Se si riesce a stare in tema, si evita ogni rischio di cancellazione dei commenti.

Grazie.

5
11 Set 2007
alle 21:21

Ci hanno preso per il ...

Mafia di Stato | censurati.it

a scovare Bernardo Provenzano, di cui i Barbaccia sono favoreggiatori. ... Web Risultati 21 - 30 su circa 166 per barbaccia mafia. (0,16 secondi) . ...
www.censurati.it/index.php?q=node/2571 - 122k - Copia cache - Pagine simili

I tre falsi re di svevia ed. Pamom , ossia Barbaccia , Calabria, Caspis a cura del prof Pelliccioni.

4
08 Set 2007
alle 23:23

Mario Meliadò

@Guiscardo & C.: temo che il destinatario di questo commento fosse ben altra bacheca elettronica...

Per ogni delucidazione, farneticazione, progetto che sia palesemente OT rispetto ai temi trattati in questo web-log professionale ricordo a tutti gli utenti la mia mail:  m.meliado@tin.it .

Un saluto.

3
08 Set 2007
alle 14:19

guiscardo,barbaccia paolo francesco

Ho aspettato pazientemente di ricevere un programma dell'avvenimento
dell'8 settembre "Principato di Corigliano Calabro".
Non l'ho ricevuta nemmeno via e-mail.

Come dalla tua nomina del 11 aprile 2007 e quella del Comune del 6
giugno 2007, io sarei "principe onorario" di tale progetto di marketing
territoriale.

2
28 Ago 2007
alle 18:46

Mario Meliadò

Caro Ibico2007, le tue parole sono le parole di un amante tradito. Di un quadro diessino con l'amaro in bocca, diciamo.

Posso ricordarti, a fronte delle disavventure di Doris la Rossa, le durissime parole (in Giunta e fuori) di Nicola Adamo, peraltro suo collega di partito? Posso dirti che quando la politica pensa di poter fare le pulci a uno coraggioso e documentato come Riccardo Iacona e sta vilmente zitta di fronte ad alcuni notissimi "lecchini" di casa nostra, si dequalifica ultra vires?

Detto questo: sul merito, non voglio entrare. Credo peraltro che nessun competitor, potenziale o formalizzato, abbia fin qui contestato a Carletto Guccione la sua estrazione partitica; e ci mancherebbe. Ti giro però due domande.

1) Ma quando si ciancia di apertura alla società civile, esattamente cosa s'intende? S'intende libertà di sottoscrivere appelli in favore di questo o quel politico (come fin qui hanno mostrato d'intendere il concetto il gruppo maggioritario del futuro Pd e anche il Dcr, l'asse Principe-Covello-Naccari)? Non sarà meglio se s'include la possibilità che siano i politici a proporre un non-politico (come accaduto nel Pdm - e con questo non sto dicendo né che si tratti della migliore scelta possibile né che rifugga dalla strumentalità).

2) Ma come mai fin qui non ho sentito dall'apparato né dalla base quell'ampio sfogo (che cova sotto la cenere, come in amicizia mi dicono tantissimi futuri iscritti) per la deprecabile struttura correntizia che sta assumendo il Pd calabrese? Minniti-Adamo-Bova contro Agazio Loiero. Doris Lo Moro contro Adamo. Nicola Adamo contro Eva Catizone. I Laganà contro Naccari. E potrei continuare a lungo... Tutto questo è assai poco veltroniano: lo sanno, i dirigenti che cianciano di Pd?

1
28 Ago 2007
alle 17:56

IBICO2007

LO MORO? NO GRAZIE

Oggi arriva Veltroni, la sua visita è stata preceduta qui in Calabria dalla corsa di alcuni dirigenti delle forze che concorrono alla costruzione del PD in Calabria, da interviste televisive e giornalistiche tutte con il chiaro intento di deleggittimare la candidatura di Carletto Guccione alla segreteria regionale del Partito Democratico in Calabria. Riassumiamo l'accusa che viene mossa a Guccione, il suo torto, è a parere di qualcuno essere uomo di apparato. Guccione a 48 anni dunque uno tra i più giovani dirigenti dei DS Calabresi, nel 1975 si iscrive alla FGCI di Siena e nel 1980 aderisce al PCI. Dal 1983 al 1985 e segretario della FGCI della Federazione di Cosenza. Dal 1985 al 1990 ricopre la carica di consigliere comunale di Cosenza e dal 1992 al 1995 quella di segretario cittadino del PDS. Nel luglio 2001 viene eletto segretario DS della Federazione di Cosenza, carica che ricopre fino al 2004 quando viene nominato dalla Direziona Nazionale del partito vice responsabile nazionale DS per il Mezzogiorno. Il 3 marzo 2006 viene eletto a Lamezia Terme Segretario dell’Unione Regionale DS della Calabria. Un curriculum di tutto rispetto che gli da la patente di un quadro giovane ma, con una consolidata esperienza alle spalle. Pochi mesi fà, nel corso del congresso che ha deciso lo scioglimento dei DS in favore del PD, viene rieletto segretario regionale all'unanimità. Stabilite a Roma le regole per la elezione del gruppo dirigente del Partito Democratico, Guccione si candida alla guida del nuovo partito. Questa scelta viene condivisa dal sen. Franco Bruno segretario regionale della Margherita, anche lui giovane quadro e anche lui rieletto qualche mese fà per acclamazione alla guida della Margherita regionale. Chi candida Carlo Guccione alla guida del PD? Un gruppo di clandestini e burocrati funzionari di partito, magari in uno scantinato? Niente di tutto questo; i primi 164 sottoscrittori sono intellettuali provenienti da esperienze da tutta la Calabria, professori delle università, presidenti di asociazioni culturali, scrittori ecc.; il secondo appello è firmato da circa 500 amministratori locali da tutta la regione e di diverse aree politiche.
Guccione dimostra così di essere un quadro fortemente radicato nella regione e nel territorio e certamente non un oligarca.
Tralascio le motivazioni che inducono il Presidente Loiero a non condividere la sua candidatura, perchè riconosco a quella non condivisione, una motivazione squisitamente politica, che seppur non condivido, ritengo sia rispettabilissima.
La motivazioni non rispettabili sono le motivazioni legate al no di Doris Lo Moro, che in questi giorni è stata la più attiva tra i denigratori di Guccione e con essi Adamo e Bova, rei di sostenere la candidatura di Carletto. Nella posizione dell'Assessore alla Sanità, leggo opportunismo, strumentalismo, arrivismo, ipocrisia, ma soprattutto falsità.
In una intervista l'altra sera a Telespazio si è spinta a dire per esempio che lei risulta essere la più votata da parte del popolo ds della Calabria. I fatti nella realtà non stanno propriamente così. La Lo Moro alle regionali ha ottenuto poco più di 10 mila preferenze, di cui circa 9 mila nella sola città di Lamezia, la sua città. La cosa più grave però, è determinata dal fatto che come si ricorderà, a Lamezia si votava anche per il rinnovo del consiglio comunale e guarda caso, al comune il nostro partito ha ottenuto circa la metà dei voti della Lo Moro alla Regionali, dove sono finiti i restanti voti? Ad una lista civica guidata dall'ing. Francesco Grandinetti che, prende esattamente l'altra metà. Oggi Grandinetti si prepara ad aderire all'associazione che la Lo Moro ha costituito contro il cartello che sostiene Guccione. Trasversalismo? Lascio al lettore le sue considerazioni. Inoltre la Lo Moro parla di rinnovamento della politica di cui essa si candida ad incarnarne, la rappresentanza, questa sceneggiata, dura ormai, da quasi un ventennio, dopo ventanni si sa caddero finanche vecchi ed autoritari regimi, ma lei no! Lei continua ad essere il nuovo. Eppure mai, con la Lo Moro al potere, i DS hanno registrato risultati di rilievo, i DS a Lamezia, negli anni in cui Lei era Sindaco vennero ridotti ai minimi termini elettorali, poco più che il 5 % e lei stessa dopo la sua esperienza amministrativa a Lamezia venne sconfitta con oltre 3000 voti di scarto nella sua stessa città dall' on. Pino Galati. La stessa disastrosa esperienza come Assessore Regionale alla Sanità dimostra dunque, anche una certa mediocrità, nelle funzioni di Governo. Anche la sua visione della vita democratica di partito risulta essere originale, infatti, nel precedente congresso cittadino dei DS, assodato che aveva perso il congresso nella città, decise "democraticamente" di non partecipare al congresso e di non riconoscere il segretario cittadino leggittimamente eletto, nella persona del dott. Giandomenico Crapis, ora transitatato con la maggior parte degli iscritti DS in sinistra democratica (unico caso in tutta la regione). Potremo continuare con le bufalate fatte alla guida dell'assessorato alla Sanità, come la vicenda dei 450 mila assistiti fantasma, l'opposizione all'unica vera riforma di questa Giunta regionale la riduzione delle ASL, la nomina di discutibili e discussi Manager nella sanità, tra i quali quello di Catanzaro Palumbo, cessato nella carica perchè arrestato per scandali nella sanità romana, gli ospedali chiusi e poi riaperti o l'assidua e ambigua frequentazione dei palazzi giudiziari ecc.,ecc.. Mi fermo c'è ne quanto basta per affermare con certezza, che Doris Lo Moro non è credibile ne come personalità di governo, ne come dirigente di partito. Merviglia però che grandi giornalisti, come Iacova, e altri vengono in Calabria per esaltrne le doti e il coraggio di grande innovatrice, ci dicano questi "santoni" dell'informazione dove prendono queste notizie, perchè noi, che viviamo in Calabria, non c'è ne siamo proprio accorti.
IBICO2007

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