Il pianto della Madonna Addolorata

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Un’altra Madonna che piange.

Stavolta è accaduto nella periferia Sud di Reggio Calabria, a San Leo di Pellaro, in circostanze che però difficilmente possono passare inosservate.

 

Si celebravano infatti le esequie dell’endocrinologo reggino Nicola Malara, da tempo residente a Lucca, città toscana dove, in preda a un irrefrenabile raptus (forse perché troppo provato dai dissidi con la moglie, si sussurra), ha ucciso il figlioletto Francesco, di appena 11 anni, per poi gettarsi sotto un treno a Migliarino, nel Pisano. Una tragedia terrificante, agghiacciante.

 

A un tratto, nel corso del rito funebre, dagli occhi della statua della Madonna dell’Addolorata sarebbero sgorgate copiose lacrime. La lacrimazione, peraltro, anche se il viso della Vergine è posto più o meno a tre metri d’altezza rispetto alla pavimentazione del tempio, non poteva sfuggire in una chiesa così colma di gente. Ed è stata subito fotografata; da fotografi professionisti, ma anche da tantissimi fedeli e curiosi, con macchine digitali e telefoni cellulari.

 

Sarà vero?, sarà falso? Non è solo il titolo di una celebre canzone di Edoardo Bennato, ma pure il leit-motiv che da sempre ricorre in casi di questo genere, da Civitavecchia in avanti (il caso più celebre in Calabria è forse l’immagine di Padre Pio che sarebbe “trasudata” da un muro di via Rivocati, a Cosenza, il 14 ottobre ’98, ma anche in provincia di Reggio tutti ricordano benissimo un paio d’anni fa le “lacrime di sangue” sgorgate dagli occhi di una statua bronzea del Santo di Pietrelcina a Brancaleone, la località dove visse il suo esilio il grande scrittore Cesare Pavese).

Sebbene con cautela, il parroco padre Taddeo sembra però aprire le porte a quello che, per ora, nessuno osa definire Miracolo.

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