Politica bruzia
LA CALABRIA VISTA DAGLI "ALTRI"... E GLI "ALTRI" VISTI DAI CALABRESI
immagine qui di Mario Meliadò
<Nata> a Reggio Calabria, sottolinea una delle sue biografie che puoi raccog
liere in giro. E lei non fa la piaciona; davanti al blogger che tenta un fil rouge tra la sua attività (direttore di A: o forse sarebbe meglio direttrice?), le sue radici calabresi e la sua robusta romanocentricità, "frena" subito (<In Calabria, io, non ci ho vissuto mai...>).
Il tempo è scarso, incalza una partenza. Alterniamo pochissime (tra le tante in ballottaggio e nella cyber-penna) questioni "calabresi" e di altro genere.
Quanto si sente calabrese Maria Latella?
In Calabria, io, non ci ho vissuto mai: sono nata che mia madre stava già a Sabaudia. Ma le radici contano, e molto. A parte il fatto che in Calabria io, già da piccola, ci sono tornata ogni anno per le vacanze fino a quando ero diciassettenne... il legame con la terra d'origine è sempre forte. E ci sono tanti ricordi...
Seleziona per noi di Calabria un ricordo legato alla terra bruzia?
Mi torna forte alla memoria di quando mio nonno portava a mare me, mio fratello e i nostri cugini. Sempre al tramonto. E' un ricordo forte, e che ancòra mi lascia qualche interrogativo: mio nonno aveva una barca, ma in barca non ci ha mai portato, mai. Però la Calabria è il mio luogo dei ricordi, e lì dentro il mare ha un posto speciale.
Guardiamo alla scena internazionale e al suo gior
nale, A. Uno degli ultimi numeri (n. 44) aveva un grande attore, personaggio assai popolare tra i (...le!) teenager, come Leonardo Di Caprio. Perché? Bravo attore?, bel ragazzo?, giovane di successo impegnato per l'ambiente?...
Mah, Di Caprio è l'esempio di maschio poco più che ventenne che resiste agli attacchi del tempo... Non che sia diventato improvvisamente vecchio, intendiamoci: ma nel "divificio" di Hollywood ci sono molte giovani star che diventano rapidamente popolari e velocemente vengono "bruciate". Leo, invece, ha saputo intelligentemente trovarsi "altre vite". L'interesse per l'ambiente è solo una di queste, ricorda temi trattati con acume ed efficacia anche da star internazionali della politica: per dirne una, l'ex vice di Bill Clinton e poi sfidante di George W. Bush, il democratico Al Gore... Non solo: anche nel numero successivo, noi abbiamo dedicato un paginone con tanto di "schema" sulle star "impegnate" e quelle "disimpegnate". E' uno dei temi nuovi che la lettrice di A può approfondir
e sul settimanale in edicola.
...Mi sta suggerendo che, come l'ex attore "Ron" Reagan fu il superbo Presidente "neocon" con 3 decenni d'anticipo, così Leonardo Di Caprio potrebbe essere il Ralph Nader giusto per le Presidenziali da tenersi fra qualche quadriennio?
Beh, forse questo è troppo. Anche perché non si può considerare soltanto un desiderio, un impegno, una passione del momento per quanto accesa. Chi vuol dedicarsi alla politica dev'essere anche pronto ad affrontare situazioni di sincera fatica e sacrifici, e... be', la vita delle star hollywoodiane a me sembra un po' troppo "semplice", con qualcuno che fa tutto per te e risolve ogni tuo problema, e troppo immersa nel lusso e negli agi per consentire a chi la vive di desiderare una "svolta" del
genere.
Torniamo alla Calabria. Uno dei momenti più bui della vita della Repubblica è certamente il delitto Fortugno: cosa ne pensa? E' un atto terribile, che ha contribuito a far percepire la Calabria come ricettacolo di ogni possibile nefandezza...
Percepire, lei dice? Secondo me la Calabria non è affatto percepita così, ma è un posto con fortissimi problemi d'infiltrazioni politico-criminali. Basta leggere un quotidiano. E poi, se il Pil [ Prodotto interno lordo ] della 'ndrangheta è maggiore di quello della Calabria onesta, c'è poco da discutere... La cosa più sensata che possono fare gli under 30 di questa terra è rendersi conto che far avanzare questo tipo di contaminazione della politica e della società equivale a consegnare la Calabria all'arretratezza più assoluta, all'incapacità di adeguarsi ai tempi nuovi. E del resto, scusi, ma non è davvero un caso se la Calabria ha gli stessi problemi da 40 anni ed
è governata così male da tutto questo tempo.
Under 30, dice... Cosa pensa dei Ragazzi di Locri, in tutte le loro declinazioni (i Ragazzi di Scampìa, i Ragazzi di Lamezia Terme...)? C'è chi stigmatizza una loro strumentalizzazione mediatica e, soprattutto, osserva che dietro i più giovani non ci sarebbe alcuna mobilitazione degli adulti della Calabria non-mafiosa.
Sono rischi che ravviso anch'io, che però penso tutto il bene possibile di tutti i ragazzi che cercano di non far soffocare le proprie vite dalle 'ndrine, o dalla camorra. C'è ampia possibilità di ottenere dei vantaggi soprattutto economici per i singoli, aderendo alla tracotanza delle cosche; ma quando il "picciotto" avrà avuto una casa sarà una bruttissima casa, e il suo macchinone sarà un bruttissimo macchinone, soprattutto perché comperato con quel bruttissimo denaro. E avanti negli anni avrà avuto solo denaro, senza mai sviluppare il senso del bello, sarà comunque uno che non sa come si sta dav
vero al mondo. In modo onesto, dico.
Editoria: Maria Latella ha stravolto il settimanale Anna, fin dal nome (A) si coglie evidentissima la volontà di questa direzione di fare di questo periodico qualcosa di completamente diverso. Qual è stato il cambiamento prioritario, e comunque più ingente, che ha ritenuto di affrontare?
Questo è un giornale del tutto nuovo: anzi, è come se fosse un nuovo giornale. Punto. Non vedo continuità, raffronti, punti di paragone sicuri con Anna. Chiaro che, poi, la sua impostazione risente delle personali esperienze e valutazioni di chi lo fa e, in primis, di un direttore che per 16 anni è stata cronista di politica e, prima, di costume...
...Sì, ma questa direzione ha pur sempre dovuto confrontarsi con un organico preesistente, un nome e una testata sul mercato, un' "anima" che c'era già...
Se c'è un elemento più positivo degli altri, in questa nuova avventura, riguarda la redazione: tanti elementi validi e motivati, che hanno dimostrato un'apertura all'innovazione e al cambiamento difficile da pronosticare. E quanto al nome... siamo davvero davanti a un'altra cosa rispetto ad Anna, non per niente il giornale si chiama A. Ho ritenuto di chiamarlo così non perché la testata si chiamava Anna, nome che il settimanale conserva ancora, in piccolo, ma perché iniziano per "a" un sacco di cose bellissime: azzurro, aria...
Siamo
tentati da un nuovo balzo nelle cose di Calabria... Andiamo quantomeno su un trait-d-union tra le cose calabresi e quelle della politica nazionale che lei ha conosciuto, e "trattato", a così alto livello. Che opinione s'è fatta di Agazio Loiero, in passato ministro per ben 2 volte, e del suo Governo regionale?
Mi spiace, ma non ho elementi. Da quando mi sono trasferita a Milano, per dirigere A, la politica nazionale posso seguirla ben poco, e da lontano; di quella calabrese, poi, ho pochissime e rade notizie. Posso dire però che Loiero, certo, lo conosco. Ci ho fatto anche una trasmissione, su Sky: e le sue accorate denunce contro il crimine organizzate mi parvero molto intense e genuine.
Al direttore di uno dei più quotati settimanali "femminili", possiamo ben esternare una sensazione di questo blog: il tema della femminilità, su A, sul versante dei contenuti non è più così centrale. Mentre questa direzione ci sembra aver incrementato l'importanza
di argomenti "altri", forse meno frivoli. Mah. Per Maria Latella, comunque, cos'è la femminilità?
Femminilità è guardare le cose con occhi da donna. Ma, visto che in questo giornale ci sono redattrici e però anche molti redattori; e che il settimanale è acquistato e guardato da lettrici, ma anche da molti lettori... cerchiamo di guardare con occhi misti... E poi, femminilità è soprattutto qualcosa che s'impara ed evolve con noi: in questo senso, A è un giornale che s'interessa di temi anche femminili, perché il vestire è tema che riguarda non solo le donne ma pure gli uomini; e d'altro canto, la politica e la gestione della cosa pubblica non riguardano forse anche le donne?
Tempo scaduto. Volevamo chiedere delle donne forti (e calabresi) come Donatella Versace, proposta con malcelato orgoglio su A. Delle mille Vallettòpoli che inondano i media, ma pure la politica e il calcio e la pubblica amministrazione. Del grande cinema Calabria-oriented che brilla con stelle della grandezza di Gianni Amelio, Mimmo Calopresti e Raoul Bova, ma pure con la sfrontatezza di Peppe Voltarelli e Giuseppe Gagliardi sulle tracce della calabritudine d'Argentina... Tempo scaduto.
Direttore (o meglio direttrice?), buon weekend.
Alfonso Luigi Marra, lettera a 'Calabria': "Da voi atto di grande coraggio"
Lo spot coi Bronzi "bulli" e "tamarri": l'idea di una Calabria "smart" che non è…
Dorina Bianchi e il Cavaliere: fotosequenza di un dramma
Annozero intervista Lele Mora: imbarazzo quando si parla di 'ndrangheta
Lettera a Bossi Jr: caro Renzo, aspettiamo una risposta