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Mar 0631

Aiutateli. Aiutatevi

Pubblicato da Mario Meliado alle 22:59 in IL VIZIO DELLA MEMORIA


Come stanno andando le cose alla cooperativa "Valle del Bonamico", quella Bonamico_1 voluta dal vescovo di Locri monsignor Pgcarlo Giancarlo Maria Bregantini e barbaramente colpita col diserbante (danni: oltre 10mila piante di lamponi distrutte, per un danno che potrebbe superare i 200mila euro)?

Meglio, forse. Meglio soprattutto per la solidarietà.

La stessa che ha fatto dire a don Piero Furci (segretario della commissione per la Pastorale sociale e Lavoro della Cec, la Conferenza episcopale calabra): La notizia (...) ci stimola, come comunità cristiane, a mettere in pratica una dChiesa_ottimatielle scelte fondamentali della recente Settimana sociale delle Chiese calabresi, che è quella di "fare rete" (...) E così, superando le parole di circostanza, si dia questo messaggio ai malavitosi: voi distruggete, ma noi entro Pasqua ricostruiamo.

Un'asserzione cazzutissima, che deve farci ricordare.

...avete perso la memoria??

Cooperativa Frutti del sole - cc 650628 - Banco Credito Cooperativo di Cittanova - Cab 84928 - Abi 1350

oppure componete il numero di telefono 0963/571264  o rivolgetevi per e-mail a don Furci all'indirizzo piero.furci@tin.it . Solidarietà non solo a parole, prego. Ma voi non ve ne pentirete: chi ha osato distruggere quelle piante, invece, sì.

Mar 0631

Non fare, costa

Pubblicato da Mario Meliado alle 00:22 in "VORREI, MA NON POSSO"


Due spettri si aggirano per l’Europa, parafrasando Marx ed Engels;Messinapontesullostretto  anzi, per l’Italia.

Il primo è che il Ponte sullo Stretto si faccia. L’altro è che, invece, non si faccia.

Sì, perché l’idea che la maxi-infrastruttura venga effettivamente realizzata non piace nemmeno un po’ al centrosinistra (che dopo anni di strizzatine d’occhio, e benché a ogni piè sospinto specialmente i Ds si affannino a chiarire che no, non esistono “pregiudiziali ideologiche”, però le priorità sono altre…, a questa tornata elettorale s’è espresso negativamente verso il Ponte come coalizione nel suo complesso). Eppure, il vincitore della gara d’appalto quale general contractor, la cordata guidata da Impregilo (capocordata al 45%: seguono la spagnola Sacyr, Condotte, Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna, la giapponese Ishikawajima-Harima Heavy industries e il Consorzio Aci Scpa), ha appena firmato il relativo contratto.

Una procedura resa possibile, e subito scattata!, appena il Tribunale Ponte_disegno amministrativo regionale del Lazio ha respinto la richiesta di “sospensiva” avanzata dalla cordata concorrente Astaldi: fosse andata in porto la sospensiva, spessi nembi si sarebbero addensati sulla gara. Adesso, invece, allontanata la possibilità di una moratoria, tutto procede; tanto, attore e convenuto sanno benissimo che per il verdetto “di merito”, cioè la sentenza (per quanto “solo” di primo grado), bisognerà attendere anni.

Messi da parte i fasti che inizialmente prevedevano una sfarzosa cerimonia a bordo – nientemeno! – dell’ “Amerigo Vespucci” , l’amministratore delegato della “Stretto” Pietro Ciucci e i vertici Impregilo hanno ripiegato sulla sobrietà, senza rinunciare però a una firmetta subito accusata di struCiuccimentalità dal centrosinistra. Dagli studiosi delle università calabresi (in testa il rettore dell’Università “Mediterranea” Alessandro Bianchi, nell’occasione candidato al Senato per Pdci e VerdPieronii, al docente Unical Osvaldo Pieroni) ai Verdi storici ad altri pezzi di Unione, in  tanti hanno denunciato irresponsabilità per una firma che, dicono, sarà immediatamente ribaltata appena il centrosinistra andrà a Palazzo Chigi.

Amerigo_vespucci_2

Ma… ecco il punto. Questo ribaltoPonte non sarà affatto indolore: questo è il “secondo spettro”.

E’ la stessa Stretto di Messina ad aver chiarito alcune cosette. Un contratto è un contratto: giusto? Beh, se – oggi, proprio oggi mentre noi parliamo – il contratto venisse rotto, a Impregilo andranno comunque 66 milioni di euro per il progetto definitivo e altri 56 milioni per il progetto esecutivo. Totale: 122 milioni di euro, poco meno di 240 miliardi di vecchie lire.

Il piatto forte, però, riguarda l’eventuale recesso a cantieri aperti, benché da poco: in questo caso, a Impregilo andrebbe una penale da 300 milioni di euro. Come? Sì, sì, certo: è sempre poco (meno del 10%), rispetto al controvalore dell’opera da 3,9 miliardi di euro. Ma sono sempre quasi 600 miliardi di “ex” lire: si pagherebbero 600 miliardi di un tempo per non fare un’opera. Sarebbe il non-Ponte più costoso della Storia.

Mar 0630

Il Bronzo di Santa Severina

Pubblicato da Mario Meliado alle 23:39 in "VISTO IN TV"


Bronzi La Calabria vuole il turismo? Sì. No. Ni.

A un paio d’anni dalla super-polemica intorno alla clonazione (che portò perfino al primo referendum cittadino d’Italia, peraltro stravinto dai detrattori dei “cloni”), i vertici della Regione hanno nuCarlo_azeglio_ciampi5b15dovamente negato i Bronzi di Riace, e stavolta a due destinatari d’eccezione: le Olimpiadi invernali di Torino e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

La riLoiero2_inf200x150velazione, nel corso di un programma tv, è del presidente della Giunta regionale calabrese Agazio Loiero, che nel corso di queste Politiche supporta la Listaconsumatori del Codacons, all’interno della quale si annidano gli uomini del suo neonato Pdm (Partito democratico meridionale). Sì, mi avevano chiesto i Guerrieri per i Giochi d’inverno: dovevano stare a Cesana Torinese, dove avrebbero eretto un Museo apposta – ha spiegatFoto05_scopellitio l’ex ministro –. Allora io ho chiesto, con discrezione, il parere del sindaco Giuseppe Scopelliti (An) e di alcune associazioni cittadine: mi hanno  spiegato con garbo che sarebbe stata una decisione molto, molto contrastata dopo i precedenti del recente passato. E allora, senza dire una parola e neanche comunicarlo ai media, mi sono defilato. Peccato, però. Perché sono sicuro che portare i Bronzi alle Olimpiadi invernali poteva essere un eccezionale vettore turistico e d’immagine per la nostra terra. In occasione del delitto Fortugno, quando il capo dello Stato venne a Reggio Calabria, ne parlai anche con Ciampi: lui Quirinale mi disse che gli sembrava un volano eccezionale e che, in caso di risposta positiva “dal territorio”, avrebbe voluto a tutti i costi trattenere i Bronzi per 7 giorni, piazzandoli in esposizione al Quirinale come tanti anni prima.

Mar 0629

Mancini (Rnp): cari alleati, siete inquietanti

Pubblicato da Mario Meliado alle 00:18 in PERSONAGGI


INTERVISTA A GIACOMO MANCINI, DEPUTATO
(CANDIDATO PER LA ROSA NEL PUGNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI NELLA CIRCOSCRIZIONE CALABRIA)
Giacomo_mancini_jr_2
Rnp è la sintesi di Radicali e Sdi. Prima, voi “socialisti di Boselli” avete avuto almeno altre due esperienze fallimentari di sinergie: il Girasole (con Verdi e Pdci) e, qui in Calabria, l’Unità socialista (talmente riuscita che oggi ci sono 4 liste socialiste). La Rosa nel pugno “durerà”?
La Rnp è l’unica vera novità di questa campagna e restituirà il centrosinistra al Governo, caratterizzandolo con battaglie che consentano agli italiani di avere più diritti e più libertà, sottraendolo a una Destra che specie in Calabria ha avuto rappresentanti tanto aMitterrandrroganti qui quanto incapaci a Roma. La Rnp è un’alleanza strategica, per l’oggi e per il domani. La Rosa nel pugno è da decenni il simbolo dell’Internazionale Socialista e del Partito socialista europeo, ma è stata ideata nel ’71 da Francois Mitterrand, poi finito all’Eliseo sull’onda di tanti apprezzamenti in Giacomo_mancini_senior_2tutt’Europa. Tanto che nello stesso anno l’allora segretario del Psi Giacomo Mancini e l’allora leader del Partito radicale Marco Pannella si recarono insieme da Mitterrand per acquisire la disponibilità di quel simbolo in Italia. Sono passati 35 anni, e oggi è importante che il coraggio di Enrico Boselli e la cocciutaggine di Emma Bonino ne abbiano fatto il punto di riferimento per tutti coloro che ritengono la laicità dello Stato un punto irrinunciabile. Ma posso dire una cosa? I volti dei nostri rappresentanti sono gli stessi da 50 anni, cambiano solo i contenitori… in questa direzione, il centrosinistra deve avere più coraggio. La nostra sfida è far sì che in Calabria ci siano dirigenti capaci di dare opportunità a chi le merita.

Lei, però, 5 anni fa fu eletto in quota proporzionale coi Ds…
…No, fui eletto in seguito a un accordo elettorale che investiva i Ds e il Pse, movimento fondato da mio nonno; intesa che portò i Ds a eleggere 2 deputati in quota proporzionale. Nel ‘96, i Ds in quota proporzionale avevRosa_nel_pugno_1ano eletto zero deputati: i numeri parlano chiaro.

Oggi, però, Rnp è la voce più critica rispetto alla Giunta regionale della Calabria, dove pure è in Giunta e in maggioranza.
Il centrosiMancini_loieronistra alla Regione ha una grande responsabilità: alimentare quella fiducia che i calabresi espressero eleggendo Agazio Loiero con oltre il 60% dei consensi. Rispetto a quanto accaduto 10 mesi fa, la svolta poteva essere ben più profonda: così tutta la Rnp è e sarà la spina nel fianco della maggioranza per fare di meglio, per venire incontro a quelle aspettative importanti di cambiamento espresse da tanti calabresi 10 mesi fa. Il lavoro precario va risolto, senza infingimenti né false promesse; e bisogna dare speranza alle nuove generazioni, che chiedono di arare le barriere rappresentate dalla “zona grigia” degli apparati e della burocrazia.

A proposito. Certi lieviti scismatico-localistici, liste come il CCabina2odacons, secondo molti osservatorio potrebbero portare nocumento alla compattezza interna dell’Unione calabrese ma giovarle in termini di suffragi, il 9 e 10 aprile. Condivide?
Mi sembra più convincente l’impostazione di Agazio Loiero quando dice che nella lista della Margherita per il Senato dovevano essere ricomprese personalità come Pietro Fuda – determinante per la recente vittoria alle Regionali, abbandonate Fi e Cdl – o il presidente della Provincia di Vibo VEnzo_biancoalentia Ottavio Bruni, valore aggiunto in quel territorio. Specie se per Palazzo Madama i Dl poi candidano il sindaco s confitto di Catania (l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco, ndr) e un dirigente che a Rende ha preso 35 voti (il coordinatore regionale Franco Bruno, ndr)… O si predilige il radicamento territoriale o una capacità nell’elaborazione o nell’analisi: mi sembra che la lista della Margherita riscontri forti limiti in entrambi i sensi. Però…

…Però?
I dirigenti politici e l’opinione pubblica debbono essere messi in condizione di capire di più i motivi veri di questa spaccatura tra Loiero e la Margherita che non 10 anni fa, ma 10 mesi fa s’impegnò allo spasimo per indicare questo Presidente… Ritengo veramente riduttivo ricondurre tutto a una questione di candidature chieste e non ottenute da Loiero e i suoi “amici”. Al contrario, ritengo che ci siano motivazioni ben più profonde e ben più inquietanti, che riguardano la lotta per il potere da parte di settori della Margherita che, anche indicando nei candidati persone che hanno poco consenso, in questi mesi si sono distinti per il mantenimento di consolidate dinamiche affaristiche.

Giusto per dare un nome alle cose: s’è detto che spezzoni della Margherita possano essere coinvolti direttamente nell’omicidio di Franco Fortugno. Un pentito avrebbe fatto anche il nome di un consigliere regionale in carica.
Ipotesi gravissime, che dovranno essere gli inquirenti a vDepuratore_1agliare. Ma rispetto a una presenza nelle dinamiche che riguardano il core business dell’economia calabrese ma pure del crimine organizzato, be’, bisogna dirlo: parte del centrosinistra non ha offerto la discontinuità che ci si attendeva. Sanità, rifiuti, acqua; in questi tre settori la Margherita e altri soggetti politici dell’Unione hanno preferito tutelare settori che hanno collegamenti anche oscuri e inquietanti in Calabria anziché l’interesse della popolazione.

Mancini, sul delitto di Palazzo Nieddu suo padre Pietro ha scritto: “Più Pietromancini che un avvertimento” a probi governanti, somiglia a “una minaccia di morte a politici che, ottenuti voti dopo aver promesso appalti e finanziamenti nella Sanità, non hanno mantenuto quegli incauti impegni”…
Bisogna fare piena luce, ecco. Dopo 150 giorni sono stati presi gli esecutori materiali, e sulla base delle rivelazioni di un pentito tutte da suffragare. Io credo che occorra andare a fondo, non sfuggendo i rapporti e i legami tra gli affari e la politica e un ceto dirigenziale, che ci sono: non occorre essere un magistrato per dirlo!, e vanno debellati.

Mar 0626

Candidato a tutto

Pubblicato da Mario Meliado alle 16:34 in AGENZIE MALEFICHE!


Morrone E' lui, l'ineffabile Ennio Morrone.

Assessore regionale al Personale dal maggio 2005, il politico cosentino in vista del 9 e 10 aprile è candidato - pardon, capolista - alla Camera per il suo partito, l'Udeur. Mastella_3

Adesso, il mai domo Clemente Mastella stupisce   tutti e spende pubblicamente il nome dell'ingegnere per un altro ruolo ancora: quello di candidato sindaco di Cosenza del dopo-Catizone per il centrosinistra.

Ohe', gli alleati sono avvertiti. Non sia mai non si eleggessero deputati in Calabria...

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