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Mar 06 3

UNA TERRA COMMISSARIATA / 2

Pubblicato da Mario Meliado alle 01:04 in IN CALABRIA


Cosenza. Ce l’hanno fatta! Il centrosinistra, dopo mesi di studio e di Waterloo alquanto vergognose, il 18 gennaio è riuscito a scalzare Eva dal trono di sindaco. Catizone_1



Ormai, Eva Catizone era sola; gran parte del centrodestra (a parte gli avviciLina_sotisnamenti di certa Forza Italia) e praticamente tutto il centrosinistra le erano invisi. Fine di un amore, a dispetto degli scandali del “Corriere della sera” e delle frequentissime citazioni di Lina Sotis per una Cosenza “da amare”. Amore, amare… termini rischiosissimi, a margine della liaison a sfondo politico più celebre degli ultimi anni, quella tra “Adamo” (Nicola AdaGiacomo_mancini_seniormo, potente segretario regionale dei Ds e viceGovernatore della Calabria) e appunto “Eva” (lei, la Catizone, il sindaco eletto con gran dispiegamento di suffragi dopo l’esperienza da “delfina” di Giacomo Mancini ).



Tanto che, secondo i soliti beneinformati, malgrado i 32 consiglieri dimissionari su 40 – subito dopo le dimissioni dello stesso sindaco, e la morte del povero Antonino Catera, caposervizio Politica del “Quotidiano” che avrebbe dovuto seguire proprio quell’attesissima seduta consiliare –  la cosa sarebbe andata in modo ben diverso dalle apparenze: nessuno scontro politico!, solo una volontà di rivincita.



<Mi sonGianantonio_stella_1o sentita stuprata. Politicamente stuprata. Guardi la fine: non si sono fermati neanche per qualche ora, davanti al corpo di quel cronista morto. Una vergogna. Se ha pesato Adamo? Non ne voglio parlare. E’ una storia di miserie umane>, commenta la diretta interessata, che “dice e non dice” all’inviato del Corsera Gian  Antonio Stella.



Ma gli oppositori politici la pensano in modo diverso: <La situazione era insostenibile, per un mucchio di errori fatti anche da lei. Che all’inizio aveva lasciato fuori dalla Giunta il primo partito della città, e poi aveva buttato fuori i manciniani>.



Un primo tentativo, con tanto di dimissioni firmate dal notaio, era andato clamorosamente a vuoto…


Ma poi è arrivato un morso da serpente, per Eva.

Crotone

Crotone. Altro giro, altra corsa.

Anche se l’obiettivo era ben meno ambizioso rispetto a quello di Abramo – non la scalata alla presidenza della Regione, ma più modestamente uno scranno all’Astronave –, Pasquale Pasquale_senatore Senatore non ci ha pensato un attimo: il primo cittadino “storico” dei pitagorici, quello balzato in testa a tutti i vari “City Monitor” sul gradimento degli amministratori in Italia, ha troncato il secondo (e quindi ultimo) mandato da sindaco per balzare in Consiglio regionale nelle fila di An.



Inevitabile il commissariamento, mentre davanti alle telecamere di chi modestamente sta postando Senatore diventava famoso oltrePollino “clonando” un celebre atto politico: Consiglio_regionale_aula_ridottail dissenso “alla Kruschev”, realizzato cioè sbattendo con vigore una scarpa sul tavolo.

In quel caso, dell’Onu; in questo caso, di Palazzo Campanella…

Mar 06 2

UNA TERRA COMMISSARIATA / 1

Pubblicato da Mario Meliado alle 01:14 in IN CALABRIA


E’ la Calabria, amici.

Una terra commissariata, che rischia di mettere in freezer la sua classe dirigente (…formidabile, quella…) a far la brina, nel frattempo che pedine più o meno equamente calate dall’altro tentano almeno di portare avanti la normale amministrazione.

Non è un modo di dire: è una prepotente realtà, a pochi giorni da Politiche potenzialmente dirompenti.

Catanzaro. Catanzaro_2 Qui il Comune è già “commissariato”, da quando l’attuale consigliere regionale Sergio Abramo ha lasciato, interrompendo il suo mandato popolare a oltre un anno dal termine, per tentare la scalata a viale de Filippis. Abramo aveva 2 vie: o dimettersi aprendo le porte al commissariamento in senso tecnico, oppure lasciare al suo “numero 2”. E lui ha scelto la seconda strada… cambiando vicesindaco ad hoc!!, in modo da consegnare le chiavi della città a chi gli pareva, a chi lo avrebbe garantito di più.

La cosa incredibile è che il suo successore Filippo Pietropaolo, parole a parte, ha avuto una vita maledettamente difficile da ogni parte politica: c’era da aspettarselo. Lo stesso manager, il 28 ottobre scorso, rassegnò polemicamente le dimissioni dall’incarico in quanto <costretto a svolgere l’incarico in un clima reso poco sereno sia dalle fibrillazioni politiche, che stanno impedendo Sergio_abramo_1al Consiglio comunale di tenere regolarmente le proprie riunioni, sia dalle mutate condizioni del quadro politico, che nel 2001 espresse il sindaco Abramo, sia dagli atteggiamenti di alcuni assessori, che hanno assunto iniziative di fatto incompatibili con lo spirito di collegialità>. Salvo ritirarle a metà novembre: con <un atto di responsabilità - e certo! –, e allo scopo di portare compimento impegni che appaiono difficilmente compatibili con un’eventuale traumatica interruzione della consiliatura>.

Vibo Valentia. Qui, la “bomba” riguarda la Provincia.

Palazzo_della_provincia_vibo_valentia_2

Incredibile dictu, il presidente dell’Amministrazione provinciale vibonese Ottavio Bruni (Margherita) per 2 volte s’è dimesso e per 2 volte s’è rimangiato le dimissioni, seguendo una sola unica luce… il supremo interesse dei cittadini, no? Voi a cosa avevate pensato, o maligni?

Il fatto è che a Bruni (eletto per la seconda volta presidente della Provincia col 62% dei suffragi) era stata promessa una candidatura; promessa facile, in tempi di maggioritario, tanto più in territori non strutturalmente di centrosinistra (benché Comune e Provincia siano oggi entrambi a trazione unionista). Ma poi la riforma elettorale ci ha messo il machete

Ed eccoci a noi: il centrista si dimette una prima volta, così, giusto per vedere che effetto fa. Ma da Roma non arrivano le Camera_deputatinecessarie garanzie, e lui torna in sella. Senonché, anche soltanto per poter sperare in una candidatura, non si può restare in sella a un Ente locale: ed ecco, il 2 febbraio, le dimissioni-bis… le speranze di Bruni, però, si assottigliano di giorno in giorno. Finché al ventesimo giorno (l’ultimo utile per revocare le dimissioni) anche stavolta il dirigente diellino ci ripensa e torna alla guida dell’Amministrazione provinciale <perché mi sembra giusto e corretto farlo>, ovvio!, no?, <per forte senso di responsabilità>.

Senonché arriva una vera tempesta di proteste da parte dei dl a lui più vicini: <Così, Vibo resterà senza rappresentanti in Parlamento!>, sbottano. E in effetti lo stesso Ottavio Bruni aveva sottolineato: <Per quanto mi riguarda la partita è chiusa, ma resta in piedi il problema di una rappresentanza vibonese in Parlamento… Personalmente, non condividerò una lista nella quale non figuri alcun rappresentante vibonese e non capisco con quale spirito si possa partecipare attivamente e con passione a una campagna elettorale che esclude il nostro territorio>. Pietro_giamborino

<E' l'ennesima, grave mortificazione per il territorio vibonese, relegato da una perversa quanto inaccettabile logica spartitoria e verticistica>, osserva il consigliere regionale della Margherita Pietro Giamborino.

<Non condivido affatto la scelta dei vertici del partito regionale e nazionale - critica Giovanni Russo, segretario calabrese dei giovani del partito di Francesco Rutelli -. Esprimo la mia totale vicinanza a Bruni e il mio forte dissenso nei confronti di un partito che non ha il coraggio di premiare la coerenza, la correttezza e la trasparenza dimostrata dal presidente nei suoi tanti anni di militanza nel partito>.

Risultato: centinaia di militanti e dirigenti autosospesi. Un attaccamento che ha talmente colpito Bruni da indurlo a una dichiarazione che lo mette ai margini dell'espulsione dai Dl: <Abbiamo un patrimonio forte d'idee e di uomini che non può essere dissipato, è tempo d'aprire una nuova fase nella vita politica della Calabria>. Sotto accusa, le <liste deboli> che complicherebbero la vittoria unionista in Calabria, visto che <gli uomini più radicati sul territorio e tra gli elettori rischiano di restare fuori per decisioni prese a Roma, senza più alcun riferimento al partito federale>.

E allora, ben vengano <la ribellione del partito nel Vibonese> e immediate <scelte coraggiose>: un'ormai certa lista autonoma (di cui prestissimo questo blog riparlerà) capace di <recuperare tutte le risorse che la Margherita a Roma ha volutamente ignorato>.

…D’altro canto, Neppure l’Amministrazione comunale guidata da Franco Sammarco gode d’ottima salute. Sarà perché nasceva già da un Comune a sua volta sciolto e poi commissariato, quello guidato dall’ex procuratore di Palmi Elio Costa… (che nel 2005 sconfisse proprio Sammarco!). Comunque nessuna vera emozione, soprattutto mai la sensazione che la terra vibonese sia guidata con timone stabile e barra dritta.

Il tempo darà la prova dei fatti: ma non ci meraviglieremmo se anche questa Giunta cadesse vittima del cupio dissolvi e si sciogliesse, come neve al sole, nel limbo del commissariamento.

Mar 06 1

Una "pillola", così, per presentarci

Pubblicato da Blogosfere staff alle 15:29 in IL VIZIO DELLA MEMORIA


Cosa vuole questo blog? Intanto, il blog Calabria vuole.

Questo …è già un inizio, perché per tantissimi anni la Calabria e la sua classe dirigBasta_esistere_vogliamo_vivereente non hanno “voluto”, ma “subìto”; dal sangue versato agli scenari di Palazzo, dai “ragazzi della Locride” alla situazione politico-istituzionale sul territorio, "Calabria" tenterà di guidarvi attraverso intrighi e miserie di una Calabriuccia da quattro soldi oppurNicola_calipari_bis_1e, secondo temi momenti e personaggi, di una Calabria che sa gonfiare il petto con l’orgoglio di patrioti come Nicola Calipari. Ah, un’ultima cosa: "Calabria" è anche una persona fisica, un giornalista che si chiama Mario Meliadò e che, tempo permettendo, non si sottrarrà mai al dialogo con voi su questi e altri temi.

Fatevi sotto: le elezioni sono vicine… come in qualsiasi altro momento dell’anno, tutti gli anni.

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